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Venerdì 30 Luglio 2010
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“Il progetto Pdl va completato” - SABRINA TROMBETTI

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“Certo, che clima irrespirabile… Intanto guardiamo avanti e ci prepariamo alla grande manifestazione di sabato prossimo”. Paola Pelino, una tra le più grintose parlamentari del Pdl, nota imprenditrice, non nasconde l’amarezza per “gli indegni e crescenti attacchi quotidiani” rivolti al presidente del Consiglio: “Si vuole impedire a Berlusconi - afferma - di continuare a governare e di realizzare altre grandi riforme utili al Paese”. Occhi puntati sull’inchiesta di Trani legata all’uso delle intercettazioni. Che cosa ne pensa?“È un accanimento che non ha precedenti. È una manovra indegna ordita da una parte della magistratura che non fa seriamente il suo lavoro. Una secchiata di fango. Che dire poi di una opposizione che cerca tutti i giorni di destabilizzare, senza però riuscirci, il nostro elettorato. Per fortuna gli italiani sanno riconoscere la verità e continueranno a premiare il presidente Berlusconi e l’azione di un governo dei fatti e non delle chiacchiere”. Sabato scorso l’opposizione è scesa in piazza. Una inutile ammucchiata come dice Berlusconi?“Flop a parte, è stata una manifestazione con l’unico obiettivo di denigrare il premier considerato come un nemico da abbattere. Una ulteriore dimostrazione di irresponsabilità. Considero poi gravissimi gli attacchi frontali rivolti dalla piazza a Napolitano. Un pessimo esempio per il Paese e un vulnus per la democrazia. E il Pd che fa? Tentenna: dice di dissociarsi, ma in realtà va a braccetto con l’Idv che ormai comanda nella coalizione. In realtà l’opposizione è divisa, frantumata, e quindi non gli resta che combattere Berlusconi. Invito il Partito democratico a togliersi dal plagio dell’Idv. Non è mai troppo tardi”.E la manifestazione Pdl di sabato prossimo invece quale significato ha?“La nostra iniziativa sarà costruttiva, servirà a lanciare proposte. Vogliamo dire ai cittadini quante emergenze e quanti problemi abbiamo risolto in concreto: dal terremoto al piano casa, per arrivare ai rifiuti. E ci stiamo impegnando per agganciare la ripresa economica. La sinistra dovrebbe ringraziare Guido Bertolaso e la Protezione civile per tutto quello che ha fatto per risolvere il dramma del terremoto in Abruzzo. Tutte le accuse lanciate sono strumentali e messe su per racimolare qualche consenso in campagna elettorale. Intendiamo coinvolgere la piazza per dire senza i filtri della stampa e con chiarezza che cosa questo governo ha fatto e che cosa intende fare nei prossimi tre anni. Elencheremo punti programmatici. Nonostante il massacro mediatico e giudiziario al quale è sottoposto Berlusconi, sono certa che ne uscirà vincitore ancora una volta”.Secondo lei occorre aprire una riflessione nel Pdl, come ha sollecitato l’onorevole Giorgio Stracquadanio dalle pagine di “Libero” nei giorni scorsi?“A mio parere bisogna puntare su una sana verifica, mi piace definirla così. Nel momento in cui si pensa di mettere insieme più parti in un partito inizia già una vera discussione. È indispensabile ora confrontarci al nostro interno, ma al tempo stesso pensare di costruire”.Serve un cambio di marcia?“Oggi ci siamo trovati di fronte a diverse situazioni da fronteggiare. E non è facile costituire e affermare nei territori la fusione tra Forza Italia e Alleanza nazionale. Io vengo dal mondo dell’impresa e quindi le dico che nei nostri consigli di amministrazione ogni tanto bisogna incontrarsi anche in presenza di bilanci attivi. In qualche momento ci siamo solo lamentati, forse sarebbe stato meglio una pausa per poi rimettere a punto la macchina”.Il Pdl in questi mesi ha dato l’immagine di un partito rissoso…“E appunto - ripeto - bisogna fermarsi un attimo e non accendere ulteriori polemiche. È urgente elaborare un percorso che porti alla formazione di una nuova identità politica i cui avvii si sono già visto nello scorso marzo quando abbiamo costituito il Pdl che doveva essere un nuovo grande Partito delle libertà”.Rifondare il partito può essere la strada giusta?“Dobbiamo continuare a pensare di fondare il Popolo delle libertà, siamo in una fase di assestamento, di aggiustamento. E tutte le fasi che vedono l’evoluzione possono essere caratterizzate anche da momenti di involuzione. In questa nuova formazione noi ci troviamo di fronte a un partito, Forza Italia, che era più movimento, e a un altro partito, An, che era invece molto strutturato. Oggi si tratta di vedere solo se i nostri obiettivi coincidono sempre e, qualora le divergenze fossero troppo evidenti, cercare gradualmente di smussare quelle che sono le spigolosità per poi unirsi in un cammino comune. È indubbio che alcuni errori compiuti hanno acceso gli animi e creato malumori”. Perché non “istituzionalizzare” il carisma di Berlusconi come sostiene Stracquadanio?“Certo, quella di Berlusconi è una grande forza, indiscussa, e gli viene conferita dal popolo italiano attraverso le elezioni. Berlusconi è istituzionale perché è il premier, ma è anche istituzionale per il nostro partito e forse qualcuno qualche volta lo dimentica. Quindi è positiva la sollecitazione di Stracquadanio”.Va dato più spazio alle donne nel Pdl?“Sicuramente, ma non amo ripeterlo sempre. Ricordiamoci che le donne si sono affacciate nel pianeta lavoro con una presenza massiccia solo venti anni fa. Quindi il percorso è lungo, stiamo lavorando perché la donna sia sempre più presente anche in politica. Devo dire che questa maggioranza ha messo in campo cinque ministri donna e quattro candidate a presidente di Regione. Può essere un segnale incoraggiante nella direzione giusta. Il ministro Carfagna sta mettendo in campo misure importanti nel mondo del lavoro. Dobbiamo preoccuparci non solo dell’occupazione femminile, ma della permanenza della donna nel lavoro. Si tratta di elaborare strumenti di tutela”.Come valuta tutte queste difficoltà che ci sono state per le liste Pdl? Berlusconi parla di complotto?“È proprio così, dietro c’è un preciso disegno politico e le responsabilità sono anche dei magistrati. La sinistra poi si è dimostrata come al solito strumentale, desiderosa solo di attaccare Berlusconi. Chiedono continuamente il confronto, anche nelle aule parlamentari, e poi lo rinnegano di fronte all’importante appuntamento delle elezioni. Non si può vietare al nostro elettorato di esprimere la sua preferenza. Che confronto sarebbe?”.
 
 
 
 
 

 


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