QUOTIDIANO L'AVANTI

Giovedì 02 Settembre 2010
Testo
  • Aumenta
  • Default
  • Diminuisci
ULTIMORA
Home Archivio ARCHIVIO STORICO Linconcepibile cecità di Gianteresio Vattimo

Linconcepibile cecità di Gianteresio Vattimo

E-mail Stampa PDF


Come loro si mostra alla pietra di paragone in sua natura e titolo, lintelletto si misura dal suo giudizio sulla pietra di paragone delle vicende del mondo, filosofa in un passo delle sue memorie Giacomo Casanova. E quanto sia esatta losservazione del grande veneziano, ce lo conferma lintervista televisiva del 12 marzo, rilasciata dal (forse) più noto metafisico italiano, lonusto di lauri accademici e politici, professor Gianteresio onorevole (vanitàmassima) Vattimo, la cui penetrante intelligenza ha divinato lequazione assoluta di filosofia della storia: R(esistenza) (Italianantinazista + irachenantiUSA) = 0. Da dove svolgendo e semplificando: R.it.antinaz. = R.ir.antiUSA. Come il fine inventore della scuola filosofica nota nellorbe e nellUrbe, tra gli orbi e i dotti di sapere metafisico, come Il pensiero debole dimostra la ferrea consistenza logica della sua identità? Afferma il fine Gianteresio metafisico del pensiero debole: come gli italiani più audaci e generosi, incuranti del pericolo, presero le armi contro il barbaro invasore nazista, e sono nella nostra epopea nazionale giustamente ricordati e tramandati, perché non dovrebbero similmente essere celebrati già oggi come combattenti per la libertà quegli iracheni che attaccano le truppe del corpo di occupazione della loro patria tra i due fiumi, comprese le italiane? Onore a Gianteresio Vattimo, mente allenata alle leggi della logica, non si tira indietro, non nasconde che i morti italiani di Nassiryia se la sono cercata. La coerenza logica esige però che lindagine, quando ha imboccato, come il filosofo torinese del pensiero debole, la strada della comparazione storica, si spinga un tratto oltre una generica indicazione dei puri eventi immediati, approfondendo e perfezionando le comparazioni storiche. Tornando, da questo assunto, a quella Resistenza italiana tirata dal metafisico nel suo valzer paralogico, ad evitare che diventi pura simmetria astrologica, occorre proseguire e dettagliare nella ricerca delle identità strutturali. In questo disegno, qui assimiliamo i patrioti iracheni che hanno accoppato un po di nostri nazicarabinieri ai resistenti di via Rasella, ma simili cause, anche nelle scienze umane, dovrebbero produrre simili effetti. E invece non è assolutamente così: a Nassiryia non cè lequivalente delle Fosse ardeatine, la popolazione civile, e neanche i carcerati sono diventati lo spazio di rappresaglia. Non si è neanche progettato un pensiero di rappresaglia, che appartiene invece ai sedicenti resistenti iracheni. A partire dal concreto dei fatti, quella che Vattimo denomina la gloriosa resistenza irachena, ha un parallelo nella storia italiana del dopo otto settembre 1943. Per spiegare la resistenza irachena, il termine di riferimento italiano è lesercito di Salò, che tentò anche di infiltrarsi nelle retrovie degli eserciti di liberazione e definiva gli americani proprio come li rappresenta oggi limmaginario del sedicente fronte di liberazione anti imperialista, dove nazisti, heideggeriani, terroristi della terza pagina e del plastico, islamisti e fanatici del bolscevismo si ritrovano in un infernale, ributtante universo identitario, che non indietreggia dinanzi a nessun vituperio mentale: neanche allassimilazione dei terroristi dogni fronte a quanti combatterono e patirono martirio appesi a ganci da macellaio, nelle galere della X mas e delle Ss: che infatti trovano nuovo compianto in libri che si propongono la riconciliazione e la riabilitazione dei carnefici, resi vittime ieri dalla sconfitta militare del nazismo, e così oggi i saddamisti. Lodio ideologico, somma spesso di grandi ignoranze culturali e piccole vanità personali, porta, a discendere dai protocolli di Sion, a falsificazioni perverse della storia, come appunto ne ha recitata una il filosofo di via Po, in una ascesa metafisica da monte dei Cappuccini assimilando la Resistenza al terrorismo iracheno: invece frutto dellodio e della paura della libertà, ovvero segmento di storia nel verso e nella direzione opposto e inassimilabile a quello della Resistenza italiana al nazifascismo. Come il metafisico professor Gianteresio onorevole (vanitàmassima) Vatimo ha potuto non vederlo? Una testa di calvo intellettuale che campa di parrucche di pensieri altrui, quando pensa in proprio, inevitabilmente non riesce a concettualizzare, concluderebbe, qui giunto, Giacomo Casanova.


 
 
 
 
 

 


Servizio a cura di: SPAZIOMETEO - Meteo Webcam