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Venerdì 30 Luglio 2010
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Una passione di nome televisione

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Dopo una laurea in Comunicazione d’impresa, marketing e pubblicità presso l’università Lumsa di Roma e una collaborazione come coordinatore della Piccola accademia della comunicazione e dello spettacolo di Stefano Jurgens, Riccardo Cresci approda sul satellite e diventa uno dei volti più amati di Sky Meteo24. Il giovane conduttore, soprannominato “Meteo allegro”, buca il video per la sua simpatia e la sua solarità, rendendo il momento delle previsioni del tempo non solo uno spazio di informazione, ma anche di gradevole spettacolo. 

Come è cominciata la tua avventura a Sky Meteo24?

“È cominciata un po’ per caso, ho appreso che ricercavano una figura per Sky Meteo24 e ho mandato il materiale senza tanta convinzione. Invece mi hanno contattato per il colloquio, andato a buon fine visto che sono diventato uno dei conduttori”.  

Raccontaci la tua giornata tipo in redazione…

“In realtà non esiste una giornata tipo, perché siamo otto conduttori che lavorano secondo turni molto impegnativi, anche notturni, per garantire l’informazione 24 ore su 24. Di solito una volta giunto in redazione studio la situazione meteo prevista per la giornata e scriviamo la scaletta scremando le informazioni che ci giungono in redazione, studiando le immagini dal satellite e le carte sinottiche. È un lavoro molto impegnativo, ma viene ripagato dall’affetto degli spettatori”. 

In questi giorni festeggi due anni del tuo impegno a Sky: ricordi il tuo debutto?

“Inizialmente per ambientarmi ho lavorato in redazione ed è stato fondamentale l’aiuto della mia collega e amica metereologa Claudia Adamo, invece la mia prima conduzione risale all’11 giugno del 2007. Ero molto teso, anche se forse il momento più emozionante è stato la mia prima diretta all’interno del telegiornale Sky Tg24, avvenuta qualche giorno dopo il debutto. In quel momento l’emozione era fortissima, la diretta implica una precisione maggiore e inevitabilmente porta ad un livello di tensione più alta, ma è stata una sensazione bella che ricorderò per sempre”. 

Cosa ne pensi della definizione che vi hanno dato di “Meteorini”?

“Essere chiamati ‘Meteorini’ può essere un termine simpatico per racchiudere la categoria dei conduttori delle previsioni del tempo, ma allo stesso tempo può sminuire il ruolo che ricopriamo. Vogliamo informare i nostri telespettatori con serietà, precisione e impegno sia il giorno sia la notte e tutti abbiamo studiato e lavorato molto per ricoprire al meglio il nostro ruolo, ma soprattutto i miei colleghi meteorologi laureati proprio nella materia specifica”. 

Le tue competenze ti permettono di essere non solo un interprete della Tv, ma anche uno studioso dei fenomeni mass mediologi: Quali sono le qualità che riscontri nella Tv di oggi? E invece cosa manca?

“Non ho una bella immagine della Tv italiana di oggi, vedo poche qualità e ritrovo molte lacune. Rimpiango la semplicità e la genuinità del passato, che rendeva le trasmissioni più vicine alla realtà quotidiana. Purtroppo, secondo me, l’avvento dei reality non ha dato spazio al reale, perché inevitabilmente le situazioni sono influenzate dagli agenti esterni. Forse la cosa che auspico di più per la nostra Tv è un ritorno alle origini, una cosa che apprezzerebbe senz’altro anche il pubblico”. 

Hai un conduttore a cui ti ispiri?

“Sono un fan di Corrado, come lui non c’è nessuno, ma ammiro molto anche Gerry Scotti per la sua educazione e il suo rispetto”. 

Quanto è difficile attualmente per un giovane affermarsi nel proprio settore di competenza?

“Per un giovane è difficilissimo trovare spazio, soprattutto nell’ambito televisivo. Io sono fortunato e non ringrazierò mai abbastanza Sky e il mio direttore Emilio Carelli per aver dato la possibilità a tanti giovani come me, purtroppo sono poche le persone come lui che hanno il coraggio di investire tempo ed energie sulle nuove leve”. 

Non ritieni i talent show un aiuto per i giovani?

“Non sempre portano ad un inserimento lavorativo, la notorietà non dà garanzie di riuscita anzi spesso si rimane vittime dell’etichetta del talent ed è difficile liberarsene. I talent non eliminano la gavetta o la preparazione, è basilare studiare e prepararsi per affrontare con la competenza questo mondo. Lavorare in Tv è un lavoro come tutti gli altri che esige impegno e preparazione e non è facile, perché la messa in onda è soltanto l’ultimo anello di una preparazione che impegna tante persone”. 

Il tuo sogno?

“Il mio obiettivo sarebbe condurre un programma da solo un programma Tv per ragazzi”.  

 

 

FABIOLA RIETI

 
 
 
 
 

 


Servizio a cura di: SPAZIOMETEO - Meteo Webcam