In Campania, nella terra della pasta più buona d’Italia, precisamente a Gragnano, da oggi all’11 marzo si svolge l’ottava edizione del premio “Piennolo d’oro”, che vede riuniti chef italiani per cucinare con il “piennolo”, pomodorino rosso dell’area vesuviana, piatti raffinati ed originali. Il premio si articola intorno ad una gara fra chef che si sfidano, ideando una ricetta a base di pomodorino del Vesuvio e pasta di Gragnano. I cuochi iscritti al concorso hanno inviato entro il 20 febbraio scorso una ricetta di loro invenzione legata al piennolo, ovvero al pomodorino a pendolo, unita al loro curriculum. Il comitato organizzatore si è riunito successivamente per scegliere 10 ricette inviate da chef di tutta la penisola e 50 di chef campani che gareggiano insieme nei giorni del festival della gastronomia a suon di pentole nelle cucine della Maccaroneria, ristorante interno al pastificio Afeltra di Gragnano. A presiedere il concorso è stato chiamato la stella michelin Michele Deleo dell’Accanto di Vico Equense. I riconoscimenti alla migliore cucina e ai loro chef verranno assegnati durante il galà conclusivo la sera di mercoledì prossimo.La novità di questa kermesse culinaria all’interno del “Piennolo d’oro” è l’istituzione del premio “Amici del Pomodorino”, curato da Laura Gambacorta e creato per assegnare un riconoscimento a personaggi del mondo della comunicazione, dello spettacolo e della politica che, a vario titolo, contribuiscono alla diffusione dell’immagine del pomodorino del Piennolo. Tra i premiati ci saranno Patrizio Rispo (attore e appassionato di cucina), Mario Scaturchio, nome storico della pasticceria napoletana, Elsa Mazzolini, direttrice della rivista “La Madia travelfood”. Subito dopo la consegna dei riconoscimenti che avverrà mercoledì prossimo, i premiati saranno “obbligati” a cimentarsi ai fornelli in una goliardica sfida tra loro. Il premio “Piennolo d’oro” è ideato dal patron dell’Ente Vesuviamo, Andrea Riccio, che ha ripreso un’antica tradizione familiare. Il nonno di cui porta il nome, già negli anni '60 organizzava una gara fra cuochi del vesuviano per valorizzare il pomodorino del piennolo, oro rosso delle terre campane alle pendici del vulcano. Anche il suo colore rosso fuoco è un regalo del vulcano, dicono gli anziani, perché le radici dei pomodorini si nutrono della lava stessa del Vesuvio. La storia del premio unisce radici antiche a nobili intenti e segue la linea progettuale dell’associazione creata proprio come ente di promozione turistico gastronomico dei tanti comuni in provincia di Napoli, che fanno da corolla al Vesuvio. Ed è esclusivamente sulle terre laviche che cresce questa tipologia di pomodorino, da quest’anno riconosciuto come prodotto Dop. Per festeggiare questo grande traguardo raggiunto, il premio passa da regionale a nazionale, calamitando una maggiore attenzione dei media ed è per questo che l’ente di promozione vesuviano ha formulato una serie di eventi collaterali al premio, racchiusi in un vero e proprio festival della gastronomia. Eventi che spaziano dal mercatino del pomodorino, con tutti i produttori in esposizione, alla presenza di ristorazioni emergenti, dalle degustazioni di vini e olii, ai gastro-caffè letterari e anche visite guidate alla sede prestigiosa del festival, il premiato pastificio Afeltra di Gragnano, scelto da Slow Food come una delle sedi dell’università di Pollenzio.
GUERRINO MATTEI