Gioielli che evocano, attraverso l’elaborazione di segni ripresi da precedenti stilemi architettonici, già sperimentati nel percorso progettuale, la ricerca costante verso una sacralità intesa come smaterializzazione dello spazio fisico, tesa ad una realtà puramente metafisica. Gli architetti Elviro Di Meo e Antonio Rossetti nella collezione “Dal Segno al Sogno”, così come nell’anello “Micro&Macro” - collezioni realizzate interamente in metacrilato dalla “Fedele 82” di Roma, con l’introduzione, in alcuni casi, di elementi in argento - rivolgono la loro attenzione non ai canoni estetici di una religione codificata o ad un modus vivendi dettato dalla fede scaturita dal credo in una divinità specifica, ma, bensì, verso il confronto dialettico tra finito ed infinito. È il dualismo tra il mondo conosciuto e l’ignoto, tra la terra e l’immensità del cosmo, tra l’umano e il divino - assecondando, per certi versi, la dottrina filosofica razionalista in antitesi con il linguaggio empiristico sensoriale - ad attrarre l’interesse dei progettisti; che, mediante forme e geometrie rigorose, ammorbidite dalla plasticità di oggetti sferici, introducono “il loro concetto di sacro, come ricerca individuale legata al più intimo sentire”, nel gioiello d’autore, decisamente contemporaneo, capace di entrare a far parte nell’uso quotidiano del fashion design. Una contaminazione di generi non nuova, vista da sempre la presenza di gioielli sacri nell’adornare la persona, a seconda di gusti e tendenze in continua evoluzione, che torna ad imporsi sui mercati di alto livello e nelle vetrine di collezionisti privati. La collezione si compone, nel rispetto della matrice progettuale individuata, di collier, anello e bracciale, insieme alle varie declinazioni del filo conduttore, dove predominano le nuance dell’azzurro tendenti a scalare, il bianco cangiante e il giallo. Unico riferimento al passato e ad una certa identità religiosa, per chi ne ravvisasse il significato personale, è l’anello concluso da chiodi in argento posti sui quattro lati della base piramidale. Un segno inequivocabile del sacrificio dei martiri dinanzi alle barbarie umane che hanno attraversato i secoli. La collezione “Dal Segno al Sogno”, insieme alle creazioni di altri designers, è stata inserita nella mostra allestita in occasione di un recente convegno “Funzionalità e Spiritualità del Sacro. Oggi in Architettura e Design”, presso la Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano. Una giornata di studio, organizzata dall’Associazione CulturAperta, presieduta da Tito Caravello, che ha visto la presenza di nomi eccellenti, tra cui Mario Botta, Luisa Bocchietto, presedente nazionale dell’Adi, Andrea Branzi, Luca Molinari in rappresentanza dell’architetto giapponese Tadao Ando, la sociologa Ada Cattaneo, Gillo Dorfles, esperto di estetica. Un evento, questo, patrocinato, tra l’altro, dell’Ador, l’Associazione di Designers Orafi presieduta dal Rodolfo Santero, da tempo impegnata nell’individuazione e nella sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi inerenti al mondo del gioiello. “Il gruppo poliedrico che compone l’Ador - ha spiegato Santero - si è riunito per confrontare ideali comuni, creativi e professionali, sviluppandoli con differenti metodi di ricerca e con angolazioni progettuali a seconda della loro sensibilità sull’argomento. Lo ha fatto in piena libertà progettuale, esprimendo le proprie ‘filosofie di vita’. Questi progetti, in fase sperimentale, non sono solo dei lavori di studio ‘estetico-rappresentativo’, ma anche dei ‘prototipi’ che traducono ‘sentimenti e sensazioni’” .
GIACOMO FUSCIELLO
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