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Sabato 13 Marzo 2010
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MONITO DEL GOVERNATORE DRAGHI ALLE BANCHE: "PIÙ CREDITO ALLE IMPRESE"

MONITO DEL GOVERNATORE DRAGHI ALLE BANCHE: "Il credito al settore privato rallenta ancora". Lo ha dichiarato il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, durante il suo intervento all'assemblea annuale dell'Associazione bancaria italiana. "Da aprile -ha sottolineato Draghi- la variazione su tre mesi è divenuta negativa: in maggio era pari a -0,9% su base annua. Nell'ultimo decennio il tasso di crescita medio annuo del credito al settore privato è stato pari al 9,6%". Draghi ha quindi spiegato che "la contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni. E' particolarmente intensa la decelerazione dei prestiti erogati dai gruppi bancari maggiori".

''La fiducia della clientela è il perno della stabilità del sistema finanziario'', ha detto ancora Draghi, avvertendo le banche circa la necessità di proseguire sulla strada della protezione della clientela. ''La crisi rafforza la necessità di continuare nell'azione per migliorare gli standard di correttezza e trasparenza nei rapporti coni l pubblico; per dirimere in tempi rapidi le controversie tra gli intermediari e i clienti; per promuovere un uso più consapevole degli strumenti finanziari da parte dei risparmiatori e degli investitori''.

Draghi è intervenuto anche sulla questione della commissione di massimo scoperto "Ora le banche devono risolvere la questione alla radice. Sostituiscano spontaneamente, una volta per tutte, le commissioni complesse e opache con commissioni ragionevoli sui fondi messi a disposizione (commitment fees). Per il resto, si riconduca tutto all'applicazone trasparente dei tassi di interesse".

''La vigilanza su tutte le banche, anche sui gruppi europei, resterà responsabilità nazionale - ha continuato il Governatore di Bankitalia - Deve però cambiare il contesto''. ''L'obiettivo è: regole comuni, prassi comuni, cultura comune, con standard di vigilanza applicabili in tutta Europa, con una forte azione di coordinamento dei collegi dei supervisori'', ha aggiunto.

Di ''una moratoria sulle scadenze dei crediti delle imprese'', è la proposta il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti parlando all'Assemblea dell'Abi. ''E' arrivato il tempo di un nuovo inizio. Abbiamo comune responsabilità verso il nostro Paese. Quanto è stato fatto è stato necessario, ma ora occorre fare di più. Qualcosa che può prendere la forma di un avviso comune da produrre subito prima di agosto. Nel rispetto delle regole del patrimonio delle banche, su base non obbligatoria ma volontaria''.

Il Governo è pronto ''a rivedere, naturalmente a rivedere in meglio, il regime fiscale delle perdite sui crediti'', ha poi aggiunto Tremonti.

CONTI PUBBLICI: ISTAT, DEFICIT I TRIMESTRE AL 9,3% DATO PEGGIORE DA DIECI ANNI – LA BCE LASCIA TASSI INVARIATI ALL'1%

CONTI PUBBLICI: ISTAT, DEFICIT I TRIMESTRE AL 9,3% DATO PEGGIORE DA DIECI ANNI – LA BCE LASCIA TASSI INVARIATI ALL'1% Il deficit delle amministrazioni pubbliche nel I trimestre del 2009 arriva al 9,3%, il dato peggiore dall'inizio della serie storica (1999). Lo rileva l'Istat secondo cui nei primi tre mesi dell'anno l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche ha raggiunto 34 miliardi di euro. Nel I trimestre del 2008 aveva invece raggiunto i 21,8 miliardi di euro.

Analizzando il Conto economico delle Amministrazioni pubbliche relativo al primo trimestre 2009 emerge che l'indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil e' stato pari al 9,3 per cento (5,7 per cento nel corrispondente trimestre del 2008).

Nel primo trimestre 2009, il saldo corrente (risparmio) e' risultato negativo e pari a 21.977 milioni di euro, contro il valore negativo di 11.257 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell'anno precedente, con una incidenza negativa sul Pil pari al 6 % (-3% nel corrispondente trimestre del 2008).

Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) e' risultato negativo e pari a 16.865 milioni di euro (meno 3.133 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2008), con una incidenza negativa sul Pil del 4,6 per cento (meno 0,8 per cento nel corrispondente trimestre del 2008).

BCE: LASCIA TASSI INVARIATI ALL'1%
La Bce lascia i tassi d'interesse invariati all'1% per il secondo mese consecutivo. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali resta all'1,75% e il tasso che la Banca centrale europea pratica sui depositi che detiene per contro delle banche commerciali resta allo 0,25%.
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