Il Premier ha aperto il tavolo riportando al Lingotto i ''complimenti" Usa. "Ne ho parlato con Obama dal quale è venuto un grande apprezzamento per l'azienda e le sue auto ecologiche e a basso inquinamento. E' un importante consolidamento di Fiat sul mercato internazionale''. Berlusconi ha poi assicurato che il gruppo torinese "non ha intenzione di delocalizzare gli stabilimenti italiani''. ''Dobbiamo lavorare tutti per infondere fiducia: siamo vicini alla Fiat, ai sindacati e ai lavoratori. Saremo vicini a tutte le persone in difficoltà, non lasceremo nessuno da solo in questa crisi". E ha ggiunto: "Siamo tutti a questo tavolo, ma poi è necessario costituire tavoli con le Regioni per intervenire sui singoli problemi''.
Sulla stessa linea il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola: "Abbiamo messo dei punti fermi, gli incentivi hanno funzionato e la Fiat si è impegnata a non chiudere nessuno stabilimento italiano, mantenendo la produzione nel nostro Paese. Inoltre, ha garantito, i piani della Fiat ''saranno portati avanti senza licenziamenti, ma con l'uso degli ammortizzatori sociali''.
Dal canto suo l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, ha confermato che di fronte alla "crisi globale del settore auto c'é necessità di razionalizzazione per contrastare una sovracapacità produttiva cronica". ''Stiamo gestendo - ha continuato Marchionne- una situazione drammatica in modo assolutamente responsabile. Fiat non ha denunciato eccedenze occupazionali strutturali e sta facendo sforzi per limitare conseguenze" sull'occupazione "utilizzando tutti gli ammortizzatori possibili". Tuttavia, ha ricordato "si avvicina il limite delle 52 settimane di cassa integrazione nell'ult imo quadrimestre 2009 per almeno dieci stabilimenti"
L'ad del Lingotto ha anche precisato che "Fiat intende mantenere a Termini Imerese produzioni industriali, ma con produzioni diverse da quella automobilistica. Nello stabilimento siciliano la produzione della Lancia Y è confermata fino al 2011, poi si dovrà rivedere l'accordo di programma. "La Fiat non intende nascondersi dietro il paravento della crisi ma i grandi traguardi non si raggiungono da soli", ha affermato informando che "nello stabilimento di Pomigliano d'Arco sarà mantenuta fino al 2010 la produzione dell'Alfa 159 Berlina e Alfa 147 GT e che successivamente saranno assegnate nuove piattaforme con uno o più modelli". Per Melfi, invece, è previsto ''l'avvio produttivo della nuova Punto Evo e la conferma della produzione della Grande Punto'', spiega Marchionne, mentre per Cassino ''si conferma la produzone di Bravo, Delta e Croma e l'avvio della produzione della nuova Alfa del segmento C nel 2010''. Quanto a Mirafiori per gli anni 2009-2010 si ''conferma la produzione Alfa Mito e l'inserimento della versione MultiAir da settembre 2009''. In più ''il proseguimento della produzione della Punto Classic, Multipla, Musa e Idea''.
In ogni caso, "non si puo' immaginare una Fiat senza forti radici in Italia, perché fa parte di questo Paese, è un pezzo importante della sua storia e vogliamo che resti un pezzo importante del suo futuro. Se ognuno di noi sarà disposto ad assumere la propria parte di responsabilità e di impegno, allora potremo evitare conseguenze dolorose e potremo costruire qualcosa di più solido e duraturo. Personalmente -- sono convinto che si tratti di una sfida alla nostra portata'', conclude Marchionne riconoscendo che gli incentivi auto varati dal Governo stanno avendo ''ricadute positive per tutti gli stabilimenti con una buona raccolta di ordini''.
Quanto ai sindacati, la Cgil si è detta pronta a collaborare con la Fiat, il governo e le Regioni "in questa fase delicata" che riguarda il futuro e gli sviluppi del Lingotto, ma ha detto Guglielmo Epifani "da parte nostra c'è grande attenzione al lavoro in italia. La sfida di risanare la Crysler è importante ma i problemi in Italia non devono esssere in secondo piano", tenendo conto che la produzione automobilistica italiana è inferiore ad altri paesi europei. A proccupare il sindacalista è in particolare il destino di Termini Imerese, sul quale a suo parere Marchionne "è stato troppo generico, facendo un quadro che non vada al di là del 2010 ".
Anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni chiede di ''non depotenziare gli stabilimenti Fiat meridionali'', aggiungndo che il sindacato "aveva sperato molto nell'accordo di Fiat con Opel". Mentre si dichiara parzialmente soddisfatto Luigi Angeletti (Uil): ''Per ora è rassicurante che la crisi non verrà gestita con licenziamenti e con la chiusura di stabilimenti, era il probelma principale", ma non significa che non ci sono problemi. "Oggi la caduta della domanda viene pagata con la Cig che non diminuisce e continuerà. Abbiamo chiesto però che la Cig non si trasformi in mobilità, esuberi ed eccedenze".









