Martedì 25 Maggio 2010 15:46
Il 2010 segna una ricorrenza importante per molti Paesi del Sudamerica e per ricordare e rinnovare i legami storici con l’Europa. Il 25 maggio è il Bicentenario dell’Indipendenza dell’Argentina dalla Corona Spagnola, che per l’occasione si veste a festa celebrando l’anniversario con una serie di manifestazioni in Italia e nel mondo.Nel luglio del 2007 il governo di José Luis Rodríguez Zapatero ha nominato l’ex presidente Felipe González “ambasciatore straordinario della Spagna” per il bicentenario; un uomo che, spiega Zapatero, ha tutte le qualità per dare un gran contributo alle celebrazioni e per inaugurare una nuova fase nelle già intense relazioni tra il Paese iberico e l’America Latina. A Londra si terrà una serie di manifestazioni riguardanti il Tango, definito “patrimonio culturale immateriale dell’umanità” dall’Unesco, e analoghi eventi saranno realizzati a Parigi e negli Stati Uniti. Per i festeggiamenti del Bicentenario argentino sono state investite ingenti somme per realizzare opere urbanistiche e per il restauro di opere pubbliche come lo storico Teatro Colon di Buenos Aires, uno dei più importanti centri culturali del mondo, disegnato dall’architetto italiano Francesco Tamburini, e inaugurato nel 1908 con una rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi.I segni di reciproca amicizia e di profonde affinità culturali tra Italia e Argentina sono numerosi: Palazzo Barolo, ispirato alla “Divina Commedia”, fu ideato da un ricco imprenditore tessile italiano, Luigi Barolo, e realizzato dall’architetto italiano Mario Palanti, con l’intento di farne un tempio dedicato a Dante Alighieri, dove poter custodire le ceneri del grande poeta per salvarle delle guerre europee. Non va dimenticato che si deve a Bartolomeo Mitre, primo presidente dell’Argentina, la traduzione della “Divina Commedia” di Dante in lingua spagnola, ritenuta ancora oggi una delle più pregevoli traduzioni dell’opera. Oggi poi sarà riacceso dopo un lungo restauro il faro che troneggia su Palazzo Barolo in ricordo del “25 de Mayo de 1810”, quando iniziò il processo storico che avrebbe portato all’Indipendenza dell’Argentina. Sempre oggi, a Roma, saranno deposti dei fiori sul monumento del generale Josè di San Martin; mentre nel pomeriggio, nella sede dell’Università di Parma si terrà una tavola rotonda su la “Revolución de Mayo”. In serata, a Padova, nella sede dell’Associazione “El Pericón”, sarà servita una cena tipica argentina. Le celebrazioni proseguiranno anche domani alla biblioteca Ruspoli di Roma, dove si terrà un convegno sul tango argentino, e mercoledì nella Casa Argentina con il concerto del Trío Barrio, che eseguirà brani del repertorio argentino classico e popolare. Il 31 di maggio al Teatro Regio di Parma, invece, il compositore Premio Oscar Luis Bacalov e Carlos Sessano porteranno in scena “Mi Buenos Aires Queridos”, un originale spettacolo multimediale che intreccia al tessuto musicale linguaggi diversi come la poesia, il teatro, le arti visuali, il cinema e naturalmente il tango e le danze contemporanee.A Bari dal 28 maggio al 2 giugno si svolgerà il Festival del Tango argentino e infine il 4 giugno sarà proiettato in anteprima, presso la Casa della cultura Argentina a Roma, il film Premio Oscar 2010 di Juan Josè Campanella “El Secreto de sus ojos” e contemporaneamente a Villa Celimontana nella sede della Società geografica italiana si discuterà su “L’emigrazione italiana in Argentina – percezione e rappresentazione”. Il legame con questo Paese andino è molto forte come si evince anche dagli scambi culturali e dai personaggi italiani che hanno abitato quei luoghi. La capitale fu fondata nel 1580 col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires: e fu battezzata con questo nome in onore del santuario di Nostra Signora di Bonaria in Sardegna.La fine del secolo XIX vide anche l’affermarsi della vocazione marittima e commerciale di Buenos Aires, col miglioramento delle infrastrutture portuali e ferroviarie. In questo periodo nasce il quartiere della Boca, abitato in massima parte da marinai genovesi immigrati. Ancora oggi gli abitanti della Boca si chiamano /xeneizes/, (genovesi in dialetto genovese) e la scritta /xeneizes/ appare sulle magliette della gloriosa squadra di calcio del Boca Juniors. Così come il quartiere di Palermo uno dei luoghi più esclusivi di Buenos Aires ricorda la popolazione di origine siciliana che abitava questa zona. Ma l’Argentina è anche la terrà dove hanno soggiornato illustri italiani: Edmondo De Amicis che vi tenne alcune conferenze su Mazzini e che fu così suggestionato dalla bellezza geografica e dalla grande varietà di gente e di italiani presenti, da trarne ispirazione per uno dei suoi più famosi racconti, “Dagli Appennini alle Ande”, l’avventura del tredicenne Marco alla ricerca della madre, emigrata in Argentina in cerca di lavoro. Garibaldi visse in quest’area geografica, dove ricoprì anche ruoli importanti come capo della marina uruguaiana. Garibaldi, tanto famoso in questi luoghi da essere considerato un argentino di origine italiana. Nell’iconografia di questi Paesi, Garibaldi non è raffigurato solo su un cavallo ma abbracciato ad un’ancora. Quando morì in esilio a Caprera volle indossare la spada, il poncho e la camicia rossa, la cui origine risale al 1843, durante la guerra d’Indipendenza dell’Uruguay dall’Argentina; e nel vestire una Legione italiana che stava arruolando, aveva usato le tuniche rosse di lana, in deposito a Montevideo, destinate agli operai dei macelli di Buenos Aires.Simon Bolívar prestò a Roma il suo giuramento per l’indipendenza delle nazioni sudamericane. I legami sono fortissimi tra questi due Paesi, con protagonisti e storie che si intrecciano, ancora oggi, come il Bicentenario argentino e i 150 anni dell’Unità Italia.MANUELA CIPRI