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Venerdì 30 Luglio 2010
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Rc auto, scontro tra Ania e consumatori sui prezzi DI CARLO PARETO

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È guerra di cifre sull’Rc auto. Mentre l’Ania assicura che i prezzi sono calati, i consumatori denunciano nuovi aumenti. “Negli ultimi quattro anni, il prezzo medio dell’assicurazione Rc auto si è ridotto dell’8,3%”, ha reso noto il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, parlando nel corso di una recente audizione al Senato nella commissione straordinaria per la verifica dell’andamento generale dei prezzi al consumo.In particolare, la contrazione, ha spiegato, “è stata pari a -1,5% nel 2005, -0,8% nel 2006, -2,7% nel 2007, -3,6% nel 2008. In termini reali, ossia al netto dell’inflazione - pari nel periodo al 9,5% - il prezzo medio della copertura Rc auto è diminuito nel quadriennio di circa il 16%”. La sensibile flessione dei prezzi Rc auto, ha aggiunto Cerchiai, “è stata consentita da una vivace concorrenza, resa possibile dal fatto che le imprese, dopo le forti perdite conseguite nei primi anni successivi alla liberalizzazione, avevano raggiunto nel biennio 2002-2003 l’equilibrio dei conti, conseguendo poi tra il 2004 e il 2007 utili contenuti ma coerenti con la rischiosità dell’investimento e la rilevanza sociale della Rc auto”.Il presidente dell’Ania ha poi aggiunto che “l’andamento dei risultati tecnici permetteva alle imprese di mantenere sostanzialmente stabili le condizioni tariffarie, e, nella dinamica concorrenziale, di applicare sconti sui premi. Nell’ultimo biennio - per Cerchiai - la discesa dei prezzi delle garanzie si è sostanziata in un significativo peggioramento del combined ratio, salito dal 97,3% nel 2006 al 100,9% nel 2008. Questo deterioramento è derivato innanzitutto da una crescita degli oneri relativi ai sinistri (cosiddetti loss ratio), passati dal 79,5% nel 2006 all’82,3% nel 2008, ma anche a un incremento delle spese di gestione, dovuto ai costi di avvio del sistema di indennizzo diretto e ad una lievitazione delle spese di acquisizione”.Quest’ultimo, per l’Ania, “è stato in larga parte determinato dalle misure legislative in materia di distribuzione assicurativa. La compressione dei premi, assieme con l’innalzamento dei costi, per sinistri e acquisizione, ha determinato un brusco peggioramento della redditività del comparto. Nel 2008, per ogni 100 euro di premi incassati, il risultato tecnico delle imprese è stato negativo per 50 centesimi; era positivo e pari a 6,8 euro nel 2006”.Ma Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef, attaccano: “Ci piacerebbe sapere dove abbia preso i dati relativi all’andamento dei prezzi dell’Rc auto il presidente dell’Ania. Si tratta di dati ben lontani non solo da quelli in nostro possesso e da quanto registrato dai monitoraggi effettuati dai nostri osservatori, ma anche dagli aumenti ripetutamente segnalati presso i nostri sportelli dagli stessi automobilisti. A quanto ci risulta, infatti, in questi ultimi anni l’Rc Auto è progredita mediamente del 4-5% all’anno. Particolarmente impressionante è il balzo riscontrato a partire dal 1996 che, nel 2008, si attestava al 145% e, nel 2009, sarà pari al 149% - continuano Trefiletti e Lannutti -. Contrariamente a quanto affermato, quindi, non ha avuto luogo alcun ridimensionamento delle tariffe Rc auto, voce che continua a incidere pesantemente sul bilancio delle famiglie e sulla quale bisognerebbe intervenire, come chiediamo da tempo, operando un taglio di almeno il 10-15%”.Per Carlo Rienzi del Codacons “i numeri dell’Ania relativi al calo delle tariffe Rc auto sono buoni al massimo per giocarci al Lotto o al Superenalotto, ed invitiamo a tal proposito i cittadini a tentare la fortuna utilizzando le cifre fornite da Cerchiai”. ‘Altro che diminuzione delle tariffe Rc auto e grandi risparmi per gli assicurati! Il costo delle polizze solo nel 2008 è cresciuto del 4-5% - prosegue Rienzi - Inoltre non si è assistito ad alcun effetto dell’indennizzo diretto sulle tariffe, che avrebbe dovuto determinare un abbattimento dei prezzi del 10-15% e un risparmio di almeno 150 euro annui a polizza”. Codacons e Associazione tutela utenti servizi finanziari, bancari e assicurativi chiedono infine all’Ania di “rendere noti i nomi delle compagnie che fanno sconti e che hanno snellito del 16% i costi delle polizze, così da poterli agevolmente comunicare ai consumatori”.

FALSI INVALIDI - Proseguono a pieno ritmo le verifiche nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile, previste dalla legge 133 del 2008. Il piano di verifica prefigura l’esecuzione di 200mila accertamenti entro il 31 dicembre 2009. Nei primi due mesi di attività (la fase operativa del progetto è partita il 4 marzo scorso, dopo l’emanazione del decreto interministeriale di attuazione) sono stati chiamati a visita di controllo oltre il 30% dei beneficiari di assegni, pensioni e indennità di accompagnamento: l’esito di queste prime verifiche è stata la cancellazione del 13,26% dei sussidi assistenziali in pagamento.“Si tratta di una campagna a favore del Paese e di chi ha veramente bisogno dell’indennità numeraria – ha spiegato in proposito il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua - per questo grazie ai nostri controlli medici saremo rigorosi, proprio per assicurare equità e giustizia nella distribuzione delle risorse pubbliche”. Le regioni in cui si è registrato – in percentuale – il maggior numero di annullamenti di prestazioni sono state la Sicilia e la Sardegna (rispettivamente con il 21,97% ed il 21,37%), seguite dalla Calabria (18,68%), dalla Puglia (16,50%) e dalla Campania (15,61%). Le regioni in cui è invece minore il numero di assegni revocati sono l’Umbria (3,88%), le Marche (3,97%) e il Molise (4,35%). Il programma straordinario di verifica, oltre a risultati immediati sul piano del ripristino delle situazioni di rispetto della legalità, porterà a notevoli risparmi sulla spesa previdenziale, che si annunciano superiori a quelli inizialmente stimati di 100 milioni di euro già a partire dal 2009, dopo le 200mila verifiche preordinate. Nel corso del 2008 la spesa per gli assegni di invalidità civile è stata pari a quasi 13 miliardi di euro.Inoltre, l’attività operativa di controllo delle posizioni avrà un effetto positivo anche sul piano del contenzioso giudiziario. Infatti, le cause sulle invalidità civili rappresentano circa il 40% dell’intero contenzioso che vede l’Inps come parte, con punte di oltre 100mila giudizi pendenti in Campania, 60mila in Puglia e 50mila nel Lazio. La razionalizzazione delle procedure, resa possibile anche dagli accertamenti in corso, così come la collaborazione con altre amministrazioni, in particolare le Asl e l’amministrazione finanziaria, potrà quindi portare ad una decisa contrazione del numero delle controversie giudiziarie. “Al momento in tutta Italia sono circa 400mila i procedimenti legali intentati contro l’Istituto per invalidità civile – ha precisato il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua – molto spesso l’Ente risulta soccombente soltanto perché i fascicoli delle Asl, tenuti solo su supporti cartaceo, non vengono esibiti tempestivamente”.Come già sottolineato, il programma di revisione sanitaria è scattato a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 4 marzo 2009, del decreto interministeriale di attuazione del piano straordinario di verifica delle invalidità civili, previsto dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. L’Inps in forza di tale disposizione sta quindi provvedendo ad effettuare, così come indicato dallo stesso provvedimento, ad eseguire 200mila accertamenti nei confronti di titolari di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile e sordità civile. La pianificazione dell’iniziativa è stata formalmente predisposta e resa operativa con la circolare n.26/2009 dell’Inps. I controlli saranno espletati entro il 31 dicembre 2009. Le posizioni sottoposte a verifica sono state opportunamente individuate sulla base dei criteri stabiliti dal decreto.Oltre ai controlli di carattere sanitario, che sono compiuti dalle sottocommissioni mediche decentrate della Commissione medica superiore, saranno ulteriormente passati sotto la lente di ingrandimento anche i requisiti reddituali, attraverso l’incrocio con le informazioni contenute negli archivi del ministero dell’Economia. Inoltre, l’Istituto, al fine di accertare eventuali incompatibilità, sta acquisendo dalla Motorizzazione civile anche tutte le segnalazioni utili ad individuare gli intestatari di prestazioni assistenziali di invalidità civile in possesso di valida patente di guida.

BORSA, SI CAMBIA - Sono operativamente partiti da lunedì a Piazza Affari i nuovi indici Ftse Italia dopo le nozze tra Borsa italiana e il listino di Londra. Al posto dello S&P/Mib è in funzione, con la stessa metodologia di calcolo e il medesimo numero di titoli (40), il Ftse Mib mentre sono andate di fatto in soffitta il Mibtel, il Midex, il Mex, il Mib settoriale, il Mib R e l’All Stars. Quest’ultimo è stato in particolare sostituito dal Ftse Italia Star. A rappresentare la performance di tutti i titoli quotati vi è adesso, dunque, al posto dello storico Mibtel (che venerdì ha chiuso la sua ultima seduta con un calo dell’1,09%), il nuovo Ftse Italia All Share (un paniere di 250 titoli anziché 275). Gli altri indici sono: il Ftse Italia Mid Cap, il Ftse Italia Small Cap e il Ftse Italia Micro Cap.In oltre quindici anni di vita, il Mibtel, che prese il via il 3 gennaio del 1994 con una base di 10mila punti e che venerdì ha chiuso a 15.743 punti, ha guadagnato il 57,43%. Lo storico indicatore ha toccato il suo massimo il 6 marzo del 2000 a 34.819 punti. Il giorno invece nel quale ha registrato la maggiore variazione al rialzo è stato recentemente e, cioè, lo scorso 13 ottobre 2008, con un balzo del 10,93 per cento. L’arrivo dell’indice Ftse Mib è giunto, invece, a poco più di cinque anni dall’esordio in Piazza Affari dello S&P/Mib, avvenuto il 2 giugno del 2003. Nel dettaglio il paniere, che racchiude le azioni delle 40 società a maggiore capitalizzazione quotate sul listinomilanese, era entrato nella sua piena operatività soltanto il 20 settembre dello stesso anno, ovvero nell’ultimo giorno di esistenza del Mib 30, che è andato poi a sostituire. Gli indici Ftse Italia sono stati realizzati utilizzando gli standard di Ftse riconosciuti a livello mondiale e utilizzati dagli investitori internazionali.Le principali caratteristiche metodologiche sono un filtro per la liquidità, un livello minimo di flottante e l’inclusione di una sola tipologia di azione per società. Viene inoltre applicata una regola legata alla nazionalità per cui le azioni estere non possono essere inserite negli indicatori, ad eccezione del Ftse Mib e del Ftse Italia All Share. Ftse group, abbreviazione di Financial times stock exchange, è una società indipendente nata originariamente come joint-venture tra l’autorevole testata giornalistica finanziaria e la società che gestisce la Borsa di Londra, il London Stock Exchange. E proprio dal nome di questa società prende il nome del principale indice azionario della City, il Ftse 100, che racchiude le cento società più capitalizzate quotate sul listino londinese.Ftse group è attiva nella creazione e gestione di oltre 120mila classi di indici azionari, obbligazionari e di finanza alternativa con uffici a Londra e nelle altre capitali finanziarie mondiali (da Francoforte a Pechino, passando per New York e Tokyo).
 
 
 
 
 

 


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