Giovedì 06 Agosto 2009 13:41
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), relativo al mese di luglio 2009, presenta una variazione nulla sia rispetto al mese di giugno 2009 che in confronto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo ha reso recentemente noto l’Istat, precisando che a livello tendenziale si tratta del valore più basso registrato dal settembre del 1959.“È un segnale della caduta della domanda interna e internazionale dovuta alla crisi, ma è anche un ulteriore significativo sollievo per i bilanci delle famiglie con una situazione reddituale stabile, che vedono un nuovo incremento del loro potere d’acquisto - ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola –. Questo dato non può che confermare l’azione anticrisi del governo, basata sul sostegno economico ai nuclei familiari disagiati e numerosi, sulla garanzia del credito al sistema produttivo e sullo stimolo alla ripresa della domanda”. In base alla stima provvisoria, l’indicatore armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) evidenzia nel mese di luglio una variazione di -1,2% rispetto al mese precedente e una oscillazione di -0,1% in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente.L’Istituto di statistica ricorda che dall’inizio del 2002 l’Ipca viene elaborato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali); la dinamica di tale parametro, quindi, può risultare diversa da quella dell’indice Nic. In particolare, le differenze tra le variazioni congiunturali dei due indicatori risultano più ampie nei mesi in cui si concentrano le vendite promozionali e i saldi di fine stagione e nei mesi immediatamente successivi. Entrando nel dettaglio, l’Istat fa sapere che sulla base dei dati finora pervenuti gli incrementi congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli trasporti e ricreazione, spettacoli e cultura (+0,4% per entrambi), altri beni e servizi (+0,2%); una oscillazione nulla si è palesata nel capitolo abbigliamento e calzature. Variazioni negative si sono configurate nei capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,6%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,4%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%).Gli innalzamenti tendenziali più elevati sono nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+2,8%), altri beni e servizi (+2,6%) e istruzione (+2,2%). Una variazione tendenziale nulla si è riscontrata nel capitolo comunicazioni. Variazioni tendenziali negative nei capitoli trasporti (-4,5%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-2,3%). Contestualmente è stato diffuso anche il dato dell’inflazione nell’Eurozona, pari a -0,6% a luglio (-0,1% a giugno). È il valore contenuto nella prima stima flash pubblicata dall’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat). Quello definitivo sarà diffuso il prossimo 14 agosto. Mentre l’Istat ha comunicato i dati dei prezzi alla produzione industriale. A giugno 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice generale è progredito dello 0,5% in confronto al mese precedente, ma è diminuito del 6,3% rispetto a giugno 2008. Nella media degli ultimi tre mesi (aprile-giugno) l’analogo indicatore è sceso dello 0,8% in confronto al trimestre precedente.