GABBIE SALARIALI - “Al Nord il reddito medio ponderato da lavoro dipendente è superiore di circa il 30,3% rispetto a quello del Sud”. È la Cgia di Mestre a commentare così la recente richiesta di diversificazione salariale arrivata dalla Lega. “Le gabbie salariali già esistono”, sintetizza il segretario Giuseppe Bortolussi, dimostrando, calcoli alla mano, come la differenza sia già una realtà. Confrontano il reddito da lavoro dipendente (inteso come imponibile Irpef medio cioè al netto dei contributi previdenziali) di ogni singola regione riferito al 2007 emerge, infatti, “in maniera molto evidente” il differenziale tra i redditi: in Lombardia, ad esempio, il reddito medio nel 2007 era pari a 22.800 euro, nel Lazio 21.790 , in Piemonte 20.710 in Emilia Romagna 20.190, in Liguria 19.820 , e in Veneto 19.490 euro. Al Sud, invece, la situazione reddituale risulta essere più contenuta: a fronte dei 17.010 euro della Campania, si registrano i 16.480 euro della Sardegna, i 16.190 euro della Sicilia e i 15.040 della Puglia. Chiude la classifica la Calabria con 14.180 euro. E per confermare che il trend non è di questi ultimi anni la Cgia ha preso in esame anche i dati riferiti al 1998: “Dalla lettura di questi dati si ha la conferma che le diversità territoriali erano molto significative anche allora”, conclude.
RIVOLUZIONE BRUNETTA - Sono consultabili on line i curriculum vitae, le retribuzioni annue lorde, i recapiti telefonici e di posta elettronica nonché i tassi di assenza e di presenza del personale, dei 47 dirigenti facenti capo direttamente al ministero di Palazzo Vidoni e dei restanti dirigenti delle strutture ad esso collegate, 12 della Scuola superiore di Pubblica Amministrazione, 30 del Cnipa e 16 del Formez. È quanto ha reso recentemente noto il ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.“Questa iniziativa rientra tra le azioni programmate nell’ambito dell’Operazione Trasparenza voluta dal ministro Brunetta ed è un preciso adempimento a quanto disposto dal primo comma dell’articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 che prevede appunto che tutte le pubbliche amministrazioni rendano di pubblico dominio queste informazioni attraverso i propri siti Internet”, ha spiegato una apposita nota di Palazzo Vidoni. Obiettivo: non soltanto quello di rendere pubblici i dati per favorire la trasparenza ma anche quello di rendere omogenee le informazioni richieste alle amministrazioni dalla nuova legge, standardizzando i dati da pubblicare, è riportato sempre nel comunicato. L’iniziativa ha finora riscosso “una grande partecipazione”: in pochi giorni più di 8.200 dirigenti pubblici hanno infatti compilato on line il loro curriculum e reso pubbliche queste informazioni sui siti istituzionali delle proprie amministrazioni. Moltissime altre amministrazioni hanno, comunque, già ottemperato autonomamente all’adempimento, pubblicando sul proprio sito le informazioni richieste dalla norma. Nei primi giorni di settembre verrà comunque diffuso l’elenco delle amministrazioni virtuose e osservanti della legge così come di quelle che risulteranno essere ancora inadempienti.
BCE - La Bce resta “sfavorevole” alla tassazione delle plusvalenze sulle riserve auree della Banca d’Italia e la misura suscita “serie preoccupazioni”. A ribadirlo, nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione del board dell’Eurotower che ha deciso di lasciare i tassi invariati all’1%, è stato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, commentando la decisione presa dal governo italiano. “Stimiamo – ha sottolineato Trichet - che queste disposizioni in materia di tassazione sulle riserve auree della Banca d’Italia pongono dei problemi dal punto di vista del diritto comunitario. Abbiamo presentato due pareri negativi”.Il primo ministro, Silvio Berlusconi, ha aggiunto il numero uno della Banca comunitaria, “ha affermato che questa tassazione non sarà applicata se la Bce non cambierà parere. Vedremo quello che succederà. Noi siamo contrari a questa legislazione adottata da Roma”. Quanto alla decisione di lasciare invariati i tassi di interesse all’1% (quello sui prestiti marginali resta all’1,75%, quello sui depositi allo 0,25%) Trichet ha rimarcato come siano “appropriati” alla congiuntura. “La fase attuale, che registra un’inflazione molto debole e negativa in alcuni paesi, sarà di breve durata”, ha affermato il presidente dell’Eurotower spiegando che ci sono segnali che fanno pensare che il picco della crisi “stia passando”: l’attività economica “rimarrà debole nel 2009” nell’area dell’euro. Ma nel 2010 “si dovrebbe riscontrare una ripresa graduale con dei tassi trimestrali positivi”. La norma sulla tassa aurea contenuta nel decreto anticrisi “è – comunque – estremamente chiara e non può prestarsi ad alcun equivoco”, inoltre non può essere applicata senza il parere consensuale di Bce e Bankitalia. A ribadirlo è stato lo stesso premier Silvio Berlusconi in una dichiarazione, diffusa a Palazzo Chigi al termine del Cdm nel corso del quale è stato approvato il decreto correttivo al dl anticrisi. Una precisazione che risponde pure alle obiezioni del Colle chiarendo l’interpretazione da dare alla norma sulla tassazione delle riserve auree di Bankitalia contenuta nel provvedimento anticrisi che ha appena ottenuto il via libera definitivo al Senato.
Secondo quanto espressamente prefigurato dall’articolo 14 del decreto legge - ha chiarito il Cavaliere - la disposizione non potrà avere applicazione senza il parere “non ostativo”, cioè favorevole, della Bce e senza il consenso espresso della Banca d’Italia. “È evidente - ha proseguito il premier - per ciò che nella lettera e nello spirito, la norma è pienamente rispettosa dell’indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca d’Italia e del tutto coerente con i principi del Trattato e del sistema europeo delle Banche centrali”.









