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Giovedì 02 Settembre 2010
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SVOLTA NEL DELITTO DI VIA POMA, RINVIO A GIUDIZIO PER L'EX FIDANZATO DELLA CESARONI

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Sara' processato per omicidio volontario Raniero Busco, l'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, per il quale, a 19 anni dall'efferato delitto di via Poma, la procura di Roma il 19 ottobre scorso aveva chiesto il rinvio a giudizio. A decidere il rinvio a giudizio di Busco, 44 anni, il giudice Maddalena Cipriani. L'impiegata romana venne uccisa con 29 colpi di tagliacarte il 7 agosto del 1990.

 

Il gup Cipriani che ha accolto le richieste del pubblico ministero Ilaria Calo'. Il processo si fara' il 3 febbraio del prossimo anno davanti alla terza Corte d'Assise di Roma. Raniero Busco, che oggi e' sposato e ha due figlie e' un meccanico che lavora presso l'aeroporto di Fiumicino.

 

Il delitto che gli viene contestato avvenne nella sede dell'Associazione italiana alberghi della gioventu' in via Carlo Poma. Simonetta Cesaroni, impiegata presso questo ufficio, fu colpita con 29 colpi di tagliacarte. Per anni le indagini non avevano portato ad alcun esito. Ma nel 2007 il pubblico ministero Roberto Cavallone soffermo' la sua attenzione su Raniero Busco esaminando tra l'altro un'intervista fatta da questi alla Rai e mai trasmessa. Nel corso delle indagini del pubblico ministero vennero svolte indagini genetiche affidate al maggiore Marco Pizzamiglio, al tenente colonnello Luciano Garofano e al professor Vincenzo Pascali. Gli accertamenti fatti sulla macchia di sangue rilevata su una porta dell'ufficio di via Carlo Poma non permisero di confermare o escludere la presenza di materiale genetico di Busco in questa traccia di sangue.

 

Ulteriori elementi d'accusa sono sorti dall'esame del reggiseno che la Cesaroni indossava al momento del fatto, reggiseno sul quale sono state trovate tracce di saliva corrispondente al dna di Busco. Ma un elemento decisivo per convincere che Busco poteva essere l'assassino della Cesaroni e' venuto dalla comparazione di un morso rilevato sul seno sinistro della vittima con la fotografia dell'arco dentale superiore dell'ex fidanzato della vittima. Oggi la vicenda e' giunta al suo epilogo e il gup dopo aver ascoltato gli interventi del pubblico ministero Ilaria Calo', dell'avvocato di parte civile Lucio Molinaro e del difensore Paolo Loria ha concluso per il rinvio a giudizio di Busco.

 

- Il difensore di Raniero Busco, avvocato Paolo Loria, commentando la decisione del gup di rinviare a giudizio l'ex fidanzato di Simonetta Cesaroni ha detto: "Nel corso del processo faremo emergere le contraddizioni di cui e' piena questa vicenda. Il rinvio a giudizio di oggi e' dovuto a quella traccia di saliva trovata sul corpetto della Cesaroni. In aula dimostreremo che non ci sono prove a carico di Busco ma, ripeto, solo quella traccia che potrebbe essere il frutto di una contanimazione tra reperti".

 

 

Il penalista ha poi espresso estrema delusione per la decisione del gup. "Il pm -ha detto- ha sostenuto una sua tesi ma ha presentato soltanto mezze prove. Pensavamo non ci fossero elementi per arrivare a giudizio. Le argomentazioni del pubblico ministero non sono convincenti".

L'avvocato Lucio Molinaro, che da sempre ha rappresentato nell'inchiesta come parte civile la famiglia Cesaroni ha mostrato soddisfazione per la conclusione dell'udienza di oggi sottolineando che "la parte civile non puo' non essere appagata da questa conclusione".

 

"Il rapporto dei due -ha sottolineato Molinaro- era ormai esasperato dalle troppe liti e uno dei due alla fine ha ceduto. E' un fatto noto che i rapporti tra i due non fossero idilliaci. Da parte di Simonetta c'erano lamentele e risentimento per essere trascurata, da parte di lui una indifferenza giovanile".

Secondo il penalista "risulta anche dai diari della Cesaroni". La morte quindi e' stata una conclusione inaspettata dopo un tentativo di chiarimento, chiarimento avvenuto il giorno della morte e conclusosi in maniera del tutto imprevedibile.

 
 
 
 
 

 


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