QUOTIDIANO L'AVANTI

Giovedì 02 Settembre 2010
Testo
  • Aumenta
  • Default
  • Diminuisci
ULTIMORA

Ma nel Pdl una questione morale c’è - PIETRO MANCINI

E-mail Stampa PDF
Dalla campagna dei settori della sinistra e della stampa più violenta contro il Cavaliere emerge la concezione della società propria del comunismo totalitario, che si arrogava persino il diritto di giudicare la “correttezza” o meno dell’educazione impartita da un padre ai figli: si ricorderà la improvvida chiamata in causa, da parte di Franceschini, dei figli di Berlusconi, allo scopo di colpire il bieco avversario. E, di recente, Dario ha parlato di elezioni anticipate dietro l’angolo (sfascista o solo iettatore?), mentre Veltroni ha mitragliato ancora l’odiato “Caimano”: nessuna autocritica, da parte del “Clinton della Garbatella”, sul fallimento della sua segreteria e sulla subalternità a Scalfari e Mauro, i quali continuano a spingere il centrosinistra sulla strada del giustizialismo, della presunta superiorità morale, del disprezzo dell’Infame Nemico di Arcore e dell’autoreferenzialità.Ma, se è giusto denunciare le finalità politiche della campagna anti-Silvio dei giornali di De Benedetti, il gruppo dirigente del Pdl commetterebbe un errore politico, qualora si arroccasse soltanto in difesa del premier. Gli avvocati Pecorella e Ghedini, nelle sedi giudiziarie, possono riuscire a demolire il castello di fango innalzato da D’Avanzo e soci contro Berlusconi, che non è San Silvio, come ha ammesso lui stesso, rivolgendosi con sarcasmo ai suoi detrattori, ma non è neppure il turpe violentatore di Roma, ex dirigente del Pd.Gli esponenti del centrodestra, tuttavia, devono anche cercare di non perdere i contatti con quella parte di elettorato, prima incredulo e poi sconcertato dal quadro che scaturisce dall’inchiesta di Bari sulle “escort” a Palazzo Grazioli e dalle intercettazioni telefoniche di questa e di precedenti istruttorie, che Travaglio ha raccolto nel suo esplosivo libro “Papi: uno scandalo politico”. L’autore ha pubblicato le più bollenti delle 10mila telefonate tra l’ex direttore generale della Rai, il calabrese Saccà, e alcune attricette, segnalate dal premier, definito il “Cavaliere di Hardcore”. I magistrati romani hanno archiviato tutte le accuse contro Berlusconi e l’ex dirigente di viale Mazzini, non ineccepibile sotto il profilo etico, la cui candidatura a governatore della Calabria nel 2010 ci sembra inopportuna e da bocciare sonoramente.Dal lato della doverosa trasparenza e della necessaria correttezza nei rapporti tra esponenti dei partiti e manager, le pagine dedicate dal libro del collaboratore di Santoro alla sfrenata girandola di raccomandazioni, di inciuci e di favori, sollecitati, ottenuti o negati, tra dirigenti di società pubbliche e politici, come i capitoli sull’“harem di Raifiction”, sulla diciottenne Noemi Letizia e sulle veline, prima inserite e poi depennate dalle liste per le elezioni europee, dovrebbero sollecitare serie riflessioni. In un altro libro, l’ex amante di un ministro ha sostenuto che le sarebbe stato promesso un seggio in Parlamento, poi negatole e concesso alla nuova compagna del politico. Il craxismo iniziò la sua rovinosa parabola discendente, quando nel Psi vennero prima ridotti e poi annullati gli spazi riservati al dibattito, al confronto interno e alle critiche del segretario. Da Partito democratico e pluralista, il Psi si trasformò nel “partito di Bettino”, che alcuni iscritti ribattezzarono “Bokassa”, il nome del dittatore africano. Craxi, tuttavia, non portò mai in Parlamento le sue non poche amanti.Il Pdl, oggi, deve saper cogliere i primi campanelli d’allarme, sviluppare iniziative politiche più incisive e selezionare meglio i dirigenti, premiando le capacità e non soltanto l’assoluta obbedienza al capo e ai suoi luogotenenti. Meno “yesmen”, meno “letteronze”, meno favorite dei big e dei luogotenenti e più giovani, preparati e collegati con le esigenze reali della società. Cari Scopelliti, Galati, Fitto, Quagliariello, Landolfi e Cosentino, siete davvero convinti che le vostre regioni e il Mezzogiorno saranno rappresentate meglio al Parlamento europeo da una avvenente ma impreparata (leggete le pagine a lei dedicate da Travaglio) e silenziosa signorina, come la ex velina Matera, che voi avete fatto eleggere, rispetto alle qualità, morali e politiche, e al prestigio del giovane ex deputato Giacomo Mancini, nipote del rimpianto “statista del fare”, che non avete, come avrebbe meritato, adeguatamente sostenuto? Tangentopoli esplose perché i partiti della prima Repubblica, prima di essere spazzati via dalle inchieste giudiziarie, erano diventati dei clan in cui prevalevano la carenza di scrupoli, il carrierismo degli sciocchi e dei mediocri, il rampantismo, che degenerarono infine nella corruzione e nel finanziamento illegale della politica. È giusto condannare il moralismo a senso unico di chi non ha i requisiti per impartire lezioni di etica. Ma dal partito di Berlusconi, Fini e Tremonti gli elettori si attendono segnali importanti di attenzione alla vera “questione morale”. E anche un freno, al centro come in periferia, ai fenomeni più negativi di commistione tra i ruoli pubblici e le attività private, agli aspetti deteriori di familismo, di clientelismo e di lottizzazione. Quanti hanno guardato, nei mesi scorsi, con interesse e simpatia, alla nascita del Pdl, oggi, sono stanchi di leggere i particolari di vicende boccaccesche e storie squallide di scambi di favori e reclamano un profondo rinnovamento, nei metodi e nel costume, della politica e delle società ad essa collegate. Si cominci a rivoltare come un calzino la Rai, dove i partiti devono smetterla di inviare solo i sudditi obbedienti, nominando, invece, i “mastini” più competenti e onesti, come nel 1964 Montanelli consigliava di fare, purtroppo inascoltato, all’ allora leader del Psi, Pietro Nenni.
 

VIDEO

 
 
 
 

 


Servizio a cura di: SPAZIOMETEO - Meteo Webcam