Martedì 10 Novembre 2009 14:33
Ci sono forti segnali di ripresa nell’area Ocse e l’Italia è tra i Paesi che hanno le prospettive migliori, con l’economia “in espansione”. È quanto ha evidenziato l’Ocse, commentando il superindice che a settembre ha segnato un aumento di 1,3 punti rispetto ad agosto, e di 3,4 punti su settembre 2008.La penisola è il Paese che mostra l’incremento maggiore su base tendenziale (+10,8 punti), mentre il rialzo su base congiunturale è dell’1,3 per cento. Sempre su base mensile, lo Stato che mostra un incremento maggiore è invece la Germania (+2 per cento, e +5,7 per cento in confronto al 2008). Le uniche economie che rispetto a settembre dello scorso anno risultano in calo sono il Giappone (-0,7 per cento), il Brasile (-7,1 per cento) e la Russia (-6,7 per cento). “Il tempo è stato galantuomo”, ha commentato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a margine dei lavori del G20. E ha ricordato: “Lo avevamo detto prima della crisi”. Secondo Tremonti ora bisogna andare avanti in questa direzione: “Dobbiamo continuare così”. Gli altri partner, ha sottolineato il ministro, “andavano avanti con un’economia drogata dalle carte di credito, dalle bolle finanziare. Noi andavamo con la manifattura. Il tempo è stato galantuomo”.L’Italia ha ormai sorpassato anche la Gran Bretagna per Prodotto interno lordo, quindi è ormai di fatto la sesta nazione più ricca tra i maggiori Stati industrializzati del mondo. Silvio Berlusconi, hanno riferito alcuni presenti, è intervenuto all’ultimo Consiglio dei ministri la scorsa settimana per fare alcune considerazioni sullo stato di salute dell’economia nazionale. Il premier non ha avanzato alcun dubbio: il nostro Paese fa sempre più progressi, visto che è anche il terzo contribuente della Ue e il sesto per le Nazioni Unite. Da qui un monito ai ministri: sarebbe anche il caso che questi risultati e le cose positive che stiamo facendo vengano fatti valere. Il premier, sempre stando alle indiscrezioni trapelate, avrebbe infatti chiesto ai colleghi di dare risalto a quanto di buono questo esecutivo sta realizzando e ha realizzato in sedici mesi.“Stiamo procedendo bene pure se il momento non è uno dei migliori. Comunque, ha proseguito il cavaliere, riguardo alla crisi, ci sono forti segnali di ripresa. Basta vedere i dati recentemente resi noti dall’Ocse con l’Italia al top, insomma, ci sono concreti e reali segnali di ripresa”, ha rimarcato Berlusconi, che ha poi aggiunto: “C’è un diffuso ottimismo. C’è effettivamente una sensazione, anzi segnali palpabili di una ripresa con il peggio della crisi ormai alle spalle. Anche per quanto attiene i contatti con il mondo delle imprese c’è ottimismo”. Il capo del governo si è soffermato anche sulla situazione economica in cui versano le altre nazioni europee: “La crisi ha segnato in particolare più altri paesi come la Gran Bretagna la cui economia è prevalentemente basata sulla finanza”.In conferenza il primo ministro ha parlato anche di infrastrutture. “Stiamo procedendo molto bene. Con gli 8,7 miliardi di euro appena stanziati dal Cipe, ammontano complessivamente a 23 miliardi i fondi messi a disposizione dal nostro esecutivo per le infrastrutture”, a partire dall’insediamento a Palazzo Chigi. E ha espressamente annunciato che “sono stati firmati degli accordi con il Veneto e la Puglia per realizzare infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali. Siamo riusciti a portare a termine un lavoro importante per un gran numero di opere pubbliche, ma, ancora una volta viene fuori un problema: mi riferisco all’immane tempo necessario per aprire i cantieri. Si tratta di una vera e propria patologia per il nostro paese. E dire immane è un eufemismo”, ha evidenziato il Cavaliere.“In Consiglio dei ministri abbiamo deciso di chiamare al redde rationem tutti i presidenti delle regioni che non hanno ancora avviato il piano casa”, ha detto ancora il premier, che ha lamentato: “Solo tre regioni hanno applicato l’indicazione del governo centrale. Il piano casa potrebbe introdurre nell’economia da 50 a 70 miliardi di euro. Sarebbe un ben tonico per la nostra economia”. Infine, un accenno dovuto alla sentenza della Corte europea dei diritti umani contro il Crocifisso nelle aule scolastiche: “È una decisione assolutamente non rispettosa della realtà per uno Stato cattolico come il nostro. Come ebbe a dire Benedetto Croce, il nostro paese non può non dirsi cristiano...”.CASSA INTEGRAZIONE - È calata del 10 per cento la richiesta congiunturale di cassa integrazione in ottobre. Infatti, nel mese scorso, le aziende italiane hanno ottenuto l’autorizzazione per 94,7 milioni di ore di cig (cassa integrazione guadagni), contro quasi 105 milioni di ore autorizzate nel mese di settembre: -9,72 per cento. Si tratta di un valore stagionale anomalo. Negli ultimi cinque anni, infatti, il ricorso alla cassa integrazione nel corso del mese di ottobre è sempre stato maggiore rispetto al mese di settembre; quest’anno il dato congiunturale (ottobre su settembre) si dimostra di segno opposto. “La forte frenata delle autorizzazioni di cig in ottobre rappresenta un indicatore importante della dinamica dell’economia italiana – ha sostenuto Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps –. Infatti, l’andamento stagionale ci poteva far prevedere un rialzo congiunturale di ore autorizzate di cig in ottobre. È sempre stato così negli ultimi anni, non è stato così nell’ottobre 2009. Vuol dire che le aziende italiane hanno avvertito una positiva scossa produttiva in confronto al mese di settembre. C’è più necessità di lavoro oggi, ad autunno inoltrato, rispetto al periodo immediatamente successivo alla pausa estiva”.L’unica voce che tra settembre e ottobre registra un incremento, riguarda la cig in deroga, che da poco più di 16 milioni di ore (in settembre), passa in ottobre a poco meno di 18 milioni (+10 per cento). Tutti gli altri indicatori sono in flessione: scende la cig ordinaria (-16,88 per cento ottobre su settembre), resta pressoché stabile la cig straordinaria non in deroga (+1,7 per cento), declina sensibilmente la cig in edilizia (-25,18 per cento). “Il sistema degli ammortizzatori sociali tiene bene – ha aggiunto Mastrapasqua – e lo sviluppo della cig in deroga conferma l’efficace copertura assicurata a una platea di beneficiari, aziende e lavoratori, che hanno trovato lo strumento idoneo per affrontare la crisi. Il raffronto con i numeri dello scorso anno sono viziati anche per questo istituto sostanzialmente innovativo, non presente nel 2008 e che da solo vale circa il 15 per cento delle richieste di cig in ottobre. Inoltre, il costante ricorso alla cig ordinaria, senza impennate della straordinaria, dimostra che i correttivi normativi introdotti durante l’anno corrente anche per la gestione della cigo, stanno consentendo alle aziende di far ricorso agli ammortizzatori sociali, mantenendo i posti di lavoro”. Con riferimento al valore assoluto, nel mese di ottobre 2009, l’aumento percentuale delle ore di cig autorizzate si mantiene a tre cifre rispetto al corrispondente mese del 2008, quando le ore autorizzate furono 22,4 milioni: l’incremento tendenziale è stato quindi del 322 per cento, con un picco per la cig in deroga (+700 per cento) e per la cig ordinaria (+419 per cento). In totale, dall’inizio dell’anno, sono state autorizzate 716,7 milioni di ore di cig, contro 166,7 milioni di ore dell’analogo periodo del 2008 (+330 per cento).“Oltre al dato congiunturale, ci sono segnali confortanti che vengono da alcuni settori produttivi, ad esempio dall’edilizia – ha rimarcato il presidente dell’Inps, Mastrapasqua -. Infatti, se si guarda al mese di ottobre appena trascorso, e lo si paragona con l’ottobre del 2008, si nota che in molte regioni il ricorso alla cig in edilizia è diminuito anche in confronto all’anno scorso. Dal Veneto alla Liguria, dal Friuli Venezia Giulia alle Marche la variazione tendenziale è negativa. Vuol dire che oggi si lavora di più che nel 2008. Non si tratta di trovare a tutti i costi i segni di ripresa, così come non si tratta di insistere a cercare i punti di difficoltà; si tratta piuttosto di individuare, tramite le indicazioni fornite dal ricorso alla cig, i sintomi di dinamismo del mercato, e questi per fortuna non mancano”. Segnali confortanti anche dalle domande di disoccupazione e di mobilità nel mese di settembre, l’ultimo dato disponibile. Sono 90mila le nuove richieste avanzate nel primo caso, e circa 4.500 nel secondo.Nell’ipotesi della mobilità si ratifica il costante ridimensionamento delle domande (erano più di cinquemila in agosto); nello specifico delle istanze di disoccupazione si riscontra una prevedibile ascesa stagionale (in agosto erano state inoltrate oltre 60mila domande), che resta assai inferiore (circa il 10 per cento in meno) al trend manifestatosi nei primi mesi della crisi: da ottobre 2008 erano state stabilmente circa 100mila al mese.PREMIO ALL’INPS - Il progetto “Sportello mobile Inps” si è aggiudicato il Premio European public sector award (Epsa), che è stato consegnato a Maastricht mercoledì scorso, in occasione di un simposio sulle migliori iniziative di innovazione nei servizi pubblici. Il progetto è nato per andare incontro alle esigenze degli ultraottantenni con indennità di accompagnamento e dei diversamente abili e per portare loro, direttamente a domicilio, i servizi offerti dall’istituto di previdenza. Partner dell’Ente assicuratore di via Ciro il grande sono due associazioni di volontariato: l’Unione italiana ciechi e l’Associazione nazionale carabinieri in pensione. Dopo una sperimentazione di nove mesi, che ha coinvolto 2700 persone (non vedenti, ipovedenti e anziani ultraottantenni), il servizio è stato stabilmente avviato a Roma da quest’anno.L’iniziativa dell’Inps ha ricevuto, a Maastricht, la “Best practice certificate” nella sezione “Miglioramento della performance nell’erogazione dei servizi pubblici”, una delle quattro sezioni tematiche previste dal concorso Epsa, nato nel 2007 con l’intento di favorire l’individuazione e la massima diffusione dei migliori progetti di innovazione e modernizzazione tra le Pubbliche Amministrazioni dei Paesi che compongono l’Unione europea.