Martedì 09 Marzo 2010 15:30
Dopo la frenata registrata a gennaio, ripartono le richieste di cassa integrazione delle aziende all’Inps. Secondo i dati diffusi dall’Istituto di previdenza, le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende nel mese sono state 95 milioni, in aumento del 12,4% rispetto a gennaio e del 123,5% in confronto a febbraio 2009.L’Ente ha sottolineato che nei primi due mesi dell’anno il progresso tendenziale è stato del 149,3% con 179,6 milioni di ore complessive a fronte di 72 dello stesso periodo del 2009. L’incremento è dovuto alla cassa integrazione straordinaria con 38 milioni di ore autorizzate e un’ascesa delle richieste del 28% rispetto a gennaio e del 196% in confronto a febbraio 2009. La cassa integrazione ordinaria – ha rimarcato ulteriormente l’Inps - conferma invece, a febbraio, il decremento congiunturale con 37,4 milioni di ore e un -5,38% rispetto a gennaio (-9,32% per l’industria mentre l’edilizia segna un +28,04% congiunturale anche a causa dei fattori stagionali).La cassa straordinaria mostra in confronto a gennaio un +28% mentre la cassa in deroga (da sola con 19,6 milioni di ore rappresenta circa un quinto di tutte le ore di cig autorizzata) evidenzia un -1%. Rispetto a febbraio 2009 la cassa integrazione ordinaria è cresciuta nell’analogo mese del 2010 del 26,14%, mentre la cig straordinaria vola a +245,9%. “Paradossalmente – ha affermato il presidente dell’Ente assicuratore, Antonio Mastrapasqua - siamo di fronte a due effetti positivi della rete di protezione sociale stesa la scorsa primavera con l’ordinarizzazione della cassa integrazione straordinaria, e con l’allargamento degli ammortizzatori sociali a soggetti che nel passato non ne avevano diritto, con l’uso diffuso della cassa integrazione in deroga”.Questo nuovo ammortizzatore ormai – ha sostenuto - “vale stabilmente il 20% del totale delle ore autorizzate: più che dire che sono lievitate le richieste di cig, sarebbe corretto riferire che sono diventate più numerose le aziende che possono chiedere l’ammissione all’integrazione salariale. Per quanto attiene l’espansione della cassa integrazione straordinaria – ha continuato Mastrapasqua - è lecito ritenere che si tratti dell’effetto di quella ordinarizzazione della cigs, che ha di fatto reso inutile la discussione sull’allungamento da 52 a 104 settimane dei tempi della cigo”. Mastrapasqua ha segnalato anche la “stagionalità” del rialzo di febbraio: “Pure lo scorso anno, all’inizio della crisi, febbraio registrò un innalzamento di richieste di cig, in confronto a gennaio – ha chiarito - riproducendo uno schema che, a valori assoluti molto diversi, si conferma negli ultimi cinque-sei anni, a febbraio le ore autorizzate di cig sono sempre più che in gennaio”.Le domande di disoccupazione arrivate all’Inps a gennaio 2010 sono state invece 106.000 in diminuzione del 2% rispetto alle 108.000 del gennaio 2009. Lo ha sempre fatto sapere l’Istituto di previdenza spiegando che nel corrispondente lasso di tempo le istanze di mobilità sono state 8.300 contro le 11.200 del gennaio 2009 (-25%). A dicembre le richieste di sussidio di disoccupazione erano state 94.600 e quindi a gennaio in confronto al mese prima l’aumento è stato del 12%. Buone notizie arrivano per contro dal versante delle entrate assicurative. Nel corso del 2009 l’Inps ha infatti recuperato crediti per oltre 4 miliardi e mezzo, per l’esattezza 4,6 miliardi di euro che vuol dire il 65,9% in più rispetto al 2008. E’ uno dei capitoli di contrasto all’evasione contributiva, che conta anche delle attività di vigilanza e di accertamento. Sui dati di cassa che si stanno chiudendo proprio in queste settimane, il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha commentato così: “Nel corso dell’anno appena passato l’Ente è riuscito a recuperare risorse aggiuntive che consentiranno di presentare un bilancio assai positivo al prossimo appuntamento del Rapporto annuale in programma il 27 aprile. Il capitolo del recupero crediti è tra quelli in cui è più evidente l’intervento attivo dell’Istituto, la sua rinnovata efficienza e la sua attenzione a svolgere in pieno la sua missione al servizio del Paese, anche nella fase di recupero di risorse da mettere a disposizione della collettività”.L’individuazione dei 4,6 miliardi di recupero crediti è avvenuta nel 2009 in gran parte per via diretta amministrativa: 2,8 miliardi, contro 1,5 del 2008, con un incremento di quasi l’82%. Il restante miliardo e 800 milioni (contro 1,2 miliardi del 2008) recuperato nel corso del 2009 è frutto dell’attività dei concessionari dell’Inps. L’efficienza dei controlli effettuati dall’Inps ha messo in luce la disponibilità dei contribuenti ritardatari a regolare i propri conti con l’Ente prima dell’emissione delle cartelle esattoriali. Oltre all’attività di recupero crediti, la lotta dell’Ente contro gli evasori seguirà nel corso del 2010 altri due versanti: “I nostri ispettori accentueranno nel corso di quest’anno l’azione di contrasto al lavoro nero, che vuol dire assicurare i diritti ai lavoratori e recuperare i dovuti contributi delle aziende – ha aggiunto il numero uno dell’Inps, Mastrapasqua – se l’anno scorso abbiamo accertato oltre 1,5 miliardi di euro di contributi evasi, nel 2010 l’obiettivo è ancora più ambizioso. Ma c’è un nuovo fronte aperto di contrasto e lotta all’evasione: l’accertamento nei confronti di imprese e lavoratori autonomi che non risultano iscritti all’Inps. Alla fine del 2009 abbiamo messo a punto un campione di 45mila soggetti controllati. Durante tutto il 2010 andremo a verificare oltre 650mila soggetti. Stimiamo di poter recuperare dall’operazione almeno due miliardi di euro”.Dalla somma delle nuove iniziative di recupero crediti, dal controllo sul lavoro nero e dalle misure di accertamento, nel corso del 2010 l’Istituto ipotizza di poter recuperare almeno 8 miliardi di euro da chi ha evaso l’obbligo del contributo previdenziale.AREA FLEGREA - Una faccina sorridente per promuovere l’operato degli enti pubblici, una imbronciata per bocciarlo e una neutra per sospendere il giudizio. E’ appena partita, anche nell’area flegrea, presso la locale sede Inps decentrata, l’iniziativa pilota “Mettiamoci la faccia”, voluta fortissimamente dal ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta. D’ora in avanti, in pratica, i cittadini residenti su quel territorio potranno esprimere la loro valutazione sui servizi ricevuti dagli uffici pubblici spingendo, su un monitor con terminale touch screen, il pulsante con “l’emoticon” verde in caso di soddisfazione, gialla in caso di giudizio neutro o rossa in caso di insoddisfazione. ipotesi in cui si viene opportunamente invitati anche a riferire formalmente le ragioni del mancato gradimento.In questo modo l’utente-cliente potrà dare il proprio contributo al miglioramento dei servizi pubblici fornendo oltre al giudizio anche le motivazioni. Come per esempio, il tempo di attesa, il comportamento dell’impiegato, la necessità di tornare e gli eventuali esiti della sua richiesta. “Si tratta di una piccola, grande rivoluzione”, hanno commentato i dirigenti periferici dell’Inps, spiegando che la sperimentazione della rilevazione della customer satisfaction attraverso le apposite “faccine” colorate ha contemporaneamente preso avvio in altre strutture della provincia di Napoli e Caserta. L’obiettivo che ci si è proposti è quello di arrivare entro la fine dell’anno all’apertura se possibile di tutti gli sportelli della regione. Già nei prossimi mesi, tuttavia, si aggiungeranno altri nuovi front office.Nel corso di un breve, preliminare incontro avuto con il pubblico e con la stampa intervenuta all’inaugurazione dell’iniziativa, Giovanni Nicoletti, direttore della sede Inps di Pozzuoli ha tenuto in particolare a sottolineare che con l’attivazione dell’operazione “mettiamoci la faccia”, “l’auspicio è che si crei finalmente una proficua cultura del confronto, una finalità virtuosa da perseguire con estrema attenzione. Non tanto per verificare l’operato del singolo funzionario, quanto per valutare la prestazione istituzionale resa. La cosa fondamentale – ha proseguito il dirigente - è il servizio al cittadino di cui, certo, l’impiegato è una parte considerevole ma normalmente non è la componente più importante. Lo scopo insomma – ha ulteriormente rimarcato Nicoletti –, non è creare una sorta di ‘grande fratello’, ma far partire un’onda culturale positiva e avere uno strumento per meglio organizzare i servizi. Quindi resterà tutto a livello di un sistema decentrato che possa far sapere quali siano gli standard conseguiti ma magari anche sfatare con ogni probabilità i luoghi comuni su alcune presunte inefficienze”.Al battesimo dell’avvio della nuova modalità informativa hanno partecipato anche varie autorità locali. Più nello specifico, le emoticon (o smiley, in italiano faccina) sono riproduzioni stilizzate di quelle principali espressioni facciali umane che si manifestano in presenza di un’emozione (sorriso, broncio, ghigno, etc.). Vengono utilizzate prevalentemente su Internet, nei programmi di messaggistica chat e negli sms per sopperire alla mancanza del linguaggio non verbale nella comunicazione scritta. Il nome nasce dall’accostamento delle parole “emotional” e “icon” e sta ad indicare proprio un’icona che evidenzia visivamente le emozioni.