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Venerdì 30 Luglio 2010
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Scandalo pedofilia, B-XVI non fa sconti - FRANCESCO ANTONIO GRANA

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L’emorragia è difficile da fermare. Quella degli abusi sessuali commessi da preti pedofili sembra una piaga impossibile da arginare. Anzi, più si indaga per appurare le nefandezze compiute da uomini di Chiesa, e più si moltiplicano in modo esponenziale il numero delle vittime, e di conseguenza quello dei carnefici. Sarebbe facile archiviare questi gravi episodi con le parole che il cardinale Ratzinger scrisse per la meditazione della nona stazione della via crucis al Colosseo nel 2005: “Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!”. Ma non è quello che vuole Benedetto XVI, che ha promosso in Irlanda e in Germania un’attenta indagine su questi episodi. E il marcio non tarda a salire a galla nonostante lo scorrere del tempo. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Müller, ha ammesso che sono stati commessi abusi sessuali nell’ambito della struttura di cui fa parte il coro del Duomo della città tedesca. Gli episodi di pedofilia non riguardano il periodo in cui il direttore era il fratello del Papa, Georg Ratzinger, ha precisato monsignor Muller in un comunicato pubblicato su “L’Osservatore Romano”. Nel primo caso si tratta di un fatto accaduto nel 1958, commesso da parte del vicedirettore della scuola preliminare. Appena conosciuto il delitto, costui fu rimosso dall’incarico e condannato penalmente. Nel secondo caso si tratta di una persona che lavorò nel 1958 per sette mesi presso il coro di Ratisbona. Dopo dodici anni fu condannata per un caso di abuso sessuale. Adesso si sta esaminando se ciò riguardi pure fatti accaduti durante quel periodo di sette mesi in cui lavorò presso il coro di Ratisbona. Ambedue i casi, sottolinea monsignor Muller, erano pubblicamente noti già all’epoca e sono da considerarsi chiusi in senso giuridico. “La Santa Sede - si precisa in un comunicato pubblicato su ‘L’Osservatore Romano’ - appoggia la Diocesi nella propria disponibilità ad analizzare la dolorosa questione con decisione e in modo aperto, ai sensi delle direttive della Conferenza Episcopale Tedesca. L’obiettivo principale del chiarimento da parte della Chiesa - prosegue la dichiarazione - è di rendere giustizia alle eventuali vittime. Essa, inoltre, è grata per questo impegno di chiarezza all’interno della Chiesa e auspica che altrettanta chiarezza venga fatta anche all’interno di altre istituzioni, pubbliche e private, se veramente sta a cuore di tutti il bene dell’infanzia”. Benedetto XVI segue attentamente gli sviluppi delle indagini e venerdì prossimo riceverà in Vaticano il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, per analizzare la questione, così come ha fatto recentemente con i vescovi irlandesi. In Germania lo scandalo dei preti pedofili si sta allargando a macchia d’olio. Prima delle rivelazioni del vescovo di Ratisbona, erano stati destituiti due monaci dell’abbazia benedettina di Ettal, in Baviera, perquisita anche dalla procura di Monaco. È in arrivo nell’abbazia anche un visitatore apostolico inviato del Vaticano. Al seminario dei cappuccini a Burghausen, sempre in Baviera, sono stati compiuti abusi nei confronti di tre giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermato da padre Josef Mittermaier, responsabile provinciale dei cappuccini bavaresi. Lo scandalo in Germania è iniziato con denunce a carico di sacerdoti del collegio dei gesuiti Canisius di Berlino. Al momento se ne contano oltre centocinquanta. I vescovi tedeschi hanno chiesto pubblicamente perdono e hanno offerto la loro disponibilità a collaborare con la giustizia, istituendo un apposito ufficio guidato dal vescovo di Treviri, Stephan Ackermann.Anche in Olanda si sono aperte indagini per abusi sessuali all’interno delle istituzioni cattoliche. Secondo quanto riporta il quotidiano Nrc Handelsblad ci sono quindici denunce a carico di dieci sacerdoti, che riguardano il collegio salesiano Don Rua di Heerenberg, ma il numero delle vittime sembra destinato a crescere e ad allargarsi ad altri istituti. Il presidente dei vescovi olandesi, Adrianus Herman van Luyn, ha aperto un'inchiesta, così come ha fatto il ministro della Giustizia, Hirsch Ballin. I fatti avvennero tra il 1959 e il 1971.Sulla questione dei preti pedofili Benedetto XVI intende andare fino in fondo, senza nascondere nulla e soprattutto senza insabbiare gli abusi commessi dai sacerdoti. Ai vescovi irlandesi, con i quali ha recentemente discusso in Vaticano proprio di questa piaga, ha anticipato l’arrivo di un tempo di purificazione per la Chiesa. Proprio ai cattolici irlandesi il Papa ha scritto una lettera, che dovrebbe essere pubblicata in questo mese, sulla crisi che sta attraversando la Chiesa locale dopo gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti e religiosi nei confronti dei minori. Lettera che il cardinale Walter Kasper, visto il diffondersi dei casi di abusi sessuali commessi da preti pedofili in altre nazioni, non esclude possa essere indirizzata a tutti i cattolici del pianeta e non solo ai fedeli irlandesi.Il segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, Jean-Louis Bruguès, ha annunciato che al termine dell’anno sacerdotale, nel prossimo mese di giugno, il Vaticano diffonderà un testo “incisivo” sulla formazione dei seminaristi. Documento che sarà in perfetta sintonia con il pensiero di Benedetto XVI: meglio pochi preti ma buoni.
 

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