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Venerdì 30 Luglio 2010
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“Bella”, quando è la vita a vincere su tutto - ALESSANDRO PAGANO

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È stato presentato nei giorni scorsi, in anteprima alla Camera dei deputati, a quasi tre anni dalla sua uscita, il film “Bella”, del regista messicano Alejandro Monteverde. “Bella” è un film toccante, già famoso nel mondo per aver vinto il prestigioso premio “People’s Choice Award” del Toronto Film Festival. Dopo la proiezione il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e l’ex presidente di Montecitorio, Pierferdinando Casini, hanno consegnato al suo protagonista il prestigioso premio europeo per la vita “Madre Teresa di Calcutta”, che viene concesso a quelle personalità pubbliche impegnate a livello internazionale nella difesa della vita sul piano culturale, educativo e della concreta solidarietà.“Bella” è un film da vedere assolutamente. Nella trama si intrecciano due vicende: la storia di un uomo, una stella del calcio che è costretta ad abbandonare tutto per un tragico incidente e che si ritira a fare il cuoco, e quella di una giovane donna che viene licenziata dal proprietario dello stesso locale perché incinta. Nina vive un dramma comune a molte donne oggi, ma fa una scelta coraggiosa: crede nel valore della vita e la difende. È una donna sola e ormai senza lavoro, che arriva a sfiorare l’idea di rinunciare al bambino che porta in grembo. Eppure alla fine, grazie al calore umano di Josè, contrario all’aborto, capisce che non è quella la strada giusta, che anche di fronte alle situazioni più disperate c’è sempre una seconda scelta, specie se in gioco c’è una piccola vita.Il film è delicato, ma molto intenso. Parole quali “aborto”, “fede”, “Dio” e “difesa della vita”, non sono citate direttamente, ma la sequenza di sensazioni e di immagini crea empatia e trasmette emozioni, come solo certi film di qualità riescono a fare. Il film è dunque un inno alla vita e da esso si trae una lezione importante circa il rispetto di valori che la nostra società, troppo presa a soddisfare il benessere personale, calpesta vilmente.Si tratta di un film “potente e toccante… un’autentica ispirazione”, ha detto Ana Maria Montero nel suo servizio per la Cnn. E secondo Maria Salas, di Nbc-Miami, “è un film dal profondo messaggio positivo, un vero gioiello cinematografico”. Certo è che dopo aver visto il film, in America molte giovani donne in procinto di abortire hanno invece deciso di far nascere i bambini che avevano concepito. L’efficacia del film si deve in parte anche allo straordinario cast: Tammy Blanchard, vincitrice dell’Emmy Award, e la stella messicana Eduardo Verástegui, chiamato il “Brad Pitt dell’America Latina”.Una lezione ci viene dalle scelte di vita fatte dal protagonista del film. Eduardo Verastegui, piacente e affermato uomo del mondo dello spettacolo a livello internazionale, dopo anni gaudenti ha riscoperto la fede. Da quel momento non vuole più scendere a compromessi sui suoi valori e ha giurato di non voler più accettare proposte di lavoro che offendano la sua fede, la sua famiglia o la sua comunità. “È un film che celebra la vita, che celebra i nostri valori, la nostra cultura, la nostra musica, la nostra cucina e molto altro ancora. Insomma è un film che non si limita a intrattenere bene il pubblico, ma che tocca il cuore ed eleva l’intelletto verso ciò che è buono, bello e vero, verso l’eccellenza”. Parole di Edoard Verastegui. Il film “Bella” verrà presto distribuito in Italia dalla “Lux Vide”.
 

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