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Venerdì 30 Luglio 2010
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Crisi, proroga di sei mesi per la cig - CARLO PARETO

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Sei mesi in più di cassa integrazione ordinaria: è quanto prospetta un emendamento approvato di recente in commissione Lavoro della Camera con un sì bipartisan. La norma è a firma del relatore Giuliano Cazzola e modifica il testo base sugli ammortizzatori sociali, che unifica diverse proposte di legge, ed ha ottenuto il consenso del Pdl, della Lega e del Pd.L’Idv e l’Udc erano assenti. Lo ha riferito lo stesso esperto di previdenza Cazzola. La misura appena deliberata è prefigurata in via sperimentale e riguarda il biennio 2010-2011 e fa si che il trattamento di cassa integrazione guadagni possa essere corrisposto per un periodo massimo complessivo di 78 settimane. Attualmente il tetto è di 52 settimane. In pratica si passa da un anno ad un anno e mezzo di Cig ordinaria. La copertura alla modifica introdotta che allunga la cassa integrazione guadagni ordinaria da 52 a 78 settimane “non è stata quantificata”, ha spiegato sempre il relatore al testo Giuliano Cazzola, ma verrebbe comunque trovata all’interno degli 8 miliardi già stanziati dal governo per gli ammortizzatori sociali. Le disposizioni infatti postulate dalla nuova correzione legislativa “si applicano nei limiti delle risorse disponibili” previste dal decreto legge 185 del novembre 2008 (convertito a fine gennaio 2009) e in particolare dall’articolo che concerne gli strumenti di tutela del reddito e di concessione degli ammortizzatori in deroga.“L’Esecutivo – ha sottolineato però Cazzola - non era presente ai lavori e dunque si riserva” ogni successiva valutazione. Le variazioni profilate dall’emendamento sono tuttavia limitate “al biennio 2010-2011, in attesa di una complessiva riforma del sistema degli ammortizzatori sociali” e prevedono che “il trattamento di cassa integrazione e guadagni ordinaria, di cui all’articolo 6 della legge 20 maggio 1975 n.164, può essere erogato per un lasso di tempo massimo complessivo di 78 settimane”.Per quanto attiene la tabella di marcia, ha affermato infine Cazzola, c’è ancora attesa: “Ora il testo è all’esame delle altre commissioni per il parere e poi tornerà in commissione Lavoro per il mandato al relatore. Il calendario ipotizza difatti che approdi in Aula lunedì prossimo, ma non è escluso che slitti a dopo le elezioni regionali”. La novità intervenuta in materia di integrazione salariale, e segnatamente la possibilità di ampliare il periodo di titolarità della prestazione di sostegno al reddito, non piace al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il governo “darà anzi parere negativo all’emendamento” che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane. Lo ha annunciato lo stesso responsabile del Welfare, rispondendo ad una domanda formulata proprio sull’ulteriore prolungamento del trattamento di cig deciso dalla commissione Lavoro della Camera. Sacconi ha in proposito sostenuto espressamente che si tratta di una “norma inutile”, perché i nuovi strumenti già “proteggono bene” i lavoratori delle aziende in crisi.In particolare, Sacconi ha rimarcato che è stata semplificata la procedura per la cassa straordinaria e che con la cassa in deroga si coprono “duttilmente e flessibilmente per un tempo anche indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti”. Sostanzialmente insomma non si configura una protezione maggiore del lavoro. Secondo Sacconi “già attualmente il sostegno al reddito può essere corrisposto attraverso la cassa integrazione ordinaria, che ora viene conteggiata per giorni e non per settimane con un allungamento di fatto della sua durata; la cassa integrazione straordinaria, che è stata semplificata, riconducendola alla semplice causale della crisi globale; e la potenziale facoltà della successiva “cassa in deroga” senza limiti temporali, e senza causali apposite di crisi aziendale come pure senza la configurazione di esuberi strutturali”.Un pacchetto che in pratica già tutela e copre ampiamente, per il ministro, “ben oltre i 18 mesi prospettati dalla revisione in questione”. Soddisfatti a metà invece gli esponenti del Partito democratico. “Il Pd aveva avanzato la proposta di raddoppiare la durata del trattamento di integrazione ordinaria, portandolo da 12 a 24 mesi ma la maggioranza ha accolto un’estensione pari a sei mesi” ha precisato Cesare Damiano. “È un primo risultato della battaglia condotta in commissione dal Pd che ha presentato 5 proposte di legge che ora vengono unificate”, ha detto ancora, spiegando come tra le modifiche sottoposte al vaglio dell’Assemblea ci sia anche quella che prescrive che ai lavoratori ancora in attività ma che non ricevono stipendio pur non essendo formalmente in cassa integrazione o mobilità, vengano pagate le retribuzioni da parte di un fondo costituito ad hoc presso l’Inps.A questo si deve sommare altresì pure il miglioramento dell’erogazione delle tutele economiche destinate ai lavoratori a progetto che sono stati licenziati, attualmente corrisposta al trenta per cento degli emolumenti percepiti nell’anno precedente. In occasione, poi, dell’incontro con il candidato presidente del Pdl alla Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ha assunto formalmente l’impegno di tenere fermo e ampliare, se sarà necessario, l’apparato degli ammortizzatori sociali utili a garantire la permanenza dei rapporti di impiego dei lavoratori dipendenti con le aziende della provincia del capoluogo abruzzese, senza nessun limite temporale o di settore produttivo. Del Corvo dal canto suo ha esposto all’esponente governativo i problemi che interessano specificamente la situazione occupazione e sociale della provincia e della città dell’Aquila nel dopo terremoto.Sacconi ha quindi opportunamente evidenziato come il recente accordo Stato-Regioni-Parti sociali (al quale la regione Abruzzo è stata tra le prime ad aderire con convinzione) sulle linee guida della nuova formazione, possa trovare nella provincia dell’Aquila una prima attuazione già nelle prossime settimane, anche attraverso una sollecita individuazione dei fabbisogni professionali delle imprese, e una tempestiva certificazione delle competenze dei lavoratori. Il ministro Sacconi e Del Corvo hanno inoltre convenuto anche sull’esigenza di valorizzare i centri per l’impiego, che ricadono nelle competenze precipue delle province, come strumento di politica attiva del lavoro e per l’incontro tra domanda e offerta.Nel medesimo tempo, il ministro e Del Corvo hanno in aggiunta approfondito i temi relativi alla non autosufficienza, e al terzo settore, con l’obiettivo di individuare percorsi comuni per la crescita del volontariato e lo sviluppo dei servizi socio-assistenziali nel territorio provinciale.INDUSTRIA - La produzione industriale a gennaio è cresciuta del 2,6 per cento rispetto a dicembre 2009 ed è diminuita del 3,3 per cento in confronto a un anno prima. Lo rende noto l’Istat, precisando che su base annua la variazione corretta per effetti di calendario fa registrare un aumento dello 0,1 per cento. “Si tratta del primo dato tendenziale positivo dall’aprile del 2008”, sottolinea l’Istituto di statistica. La media degli ultimi tre mesi è risultata invariata rispetto a quella del trimestre precedente.L’Istat ha inoltre rivisto i dati di dicembre, portando il calo congiunturale destagionalizzato da -0,7 per cento a -0,2 per cento. Per quanto attiene i principali raggruppamenti industriali, su base congiunturale si riscontrano tutte variazioni positive: +3,3 per cento per i beni strumentali, +2,3 per cento per l’energia, +2,1 per cento per i beni intermedi e +1 per cento per i beni di consumo totale (+3,3 per cento per i beni durevoli, -0,1 per cento per i beni non durevoli). Mentre su base annua si delinea un incremento del 2,9 per cento per i beni di consumo totale (+3,8 per cento per i beni non durevoli, -1,1 per cento per i beni durevoli) e una variazione nulla per i beni intermedi. Diminuzioni si sono verificate, invece, per i beni strumentali (-1,9 per cento) e per l’energia (-0,1 per cento). Guardando ai diversi settori di attività economica, in confronto allo stesso mese dell’anno precedente, si evidenziano rialzi nei comparti dei prodotti farmaceutici (+12,8 per cento), dei prodotti chimici (+11,8 per cento), della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica (+10,2 per cento) e dei mezzi di trasporto (+6,9 per cento).Le discese più marcate hanno, per contro, riguardato la metallurgia e i prodotti in metallo (-10 per cento) e l’attività estrattiva (-8,4 per cento). La produzione industriale poi del settore auto ha messo a segno a gennaio un aumento annuale del 44,1 per cento. Nella comunicazione dell’istituto nazionale di statistica si precisa che si tratta del dato grezzo; la variazione tendenziale corretta per gli effetti di calendario è del 47,1 per cento. Intanto, la variazione del Prodotto interno lordo “acquisito” per il 2010 è risultato pari a -0,1 per cento. Fa sempre sapere l’Istat, chiarendo che la crescita, in questo caso la decrescita, “acquisita” annuale è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla per i trimestri del 2010. È stata così rivista al ribasso la stima preliminare diffusa il 12 febbraio, che attestava la variazione pari a zero. Anche nel quarto trimestre del 2009 il Pil, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, si è ridimensionato dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e del 3 per cento nei confronti del quarto trimestre del 2009.Il Pil nazionale, in base ai dati riferiti ai conti economici trimestrali, nel quarto trimestre 2009 è calato di più rispetto al complesso dei Paesi euro. Se in Italia la flessione è stata dello 0,3 per cento congiunturale e del 3 per cento tendenziale, nei Paesi euro si è, al contrario, osservato un innalzamento dello 0,1 per cento in confronto ai tre mesi precedenti e del 2,1 per cento rispetto al quarto trimestre del 2008. Sempre nel quarto trimestre del 2009, il Pil è lievitato in termini congiunturali dell’1,4 per cento negli Stati Uniti, dell’1,1 per cento in Giappone, dello 0,6 per cento in Francia, dello 0,3 per cento nel Regno Unito ed è rimasto stazionario in Germania. A livello tendenziale si è riscontrato un balzo dello 0,1 per cento negli Stati Uniti e una caduta del 3,3 per cento nel Regno Unito, del 2,4 per cento in Germania, dello 0,9 per cento in Giappone, dello 0,3 per cento in Francia.
 

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