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Venerdì 30 Luglio 2010
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Retribuzioni in crescita - CARLO PARETO

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Nel 2009 le retribuzioni lorde Ula sono salite del 2,5 per cento rispetto al 2008. In particolare, l’aumento è stato pari al 3% nell’industria e dell’1,8% nei servizi. Lo rileva l’Istat, secondo cui nel quarto trimestre hanno registrato nel complesso un incremento, in confronto al trimestre precedente, dello 0,6%.Per gli indici grezzi il rialzo tendenziale (ovvero rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima) è risultato pari al 3,4%. Al netto degli effetti stagionali, l’indice delle retribuzioni per Ula evidenzia un’ascesa, in confronto ai tre mesi anteriori, dell’1% nell’industria e dello 0,5% nei servizi. Il tasso di crescita tendenziale è stato del 3,7% nell’industria e del 3% nei servizi. All’interno del settore industriale, nel quarto trimestre le retribuzioni per Ula hanno segnato l’innalzamento tendenziale più marcato nel comparto delle costruzioni (più 4%). All’interno del terziario, la espansione tendenziale più elevata si è manifestata nel settore dei servizi di informazione e comunicazione (più 3,6%). Al netto degli effetti stagionali, gli oneri sociali per Ula hanno mostrato una variazione congiunturale di più 0,8% nel totale, con un rimbalzo dell’1,8% nell’industria e dello 0,7% nei servizi.La dinamica tendenziale degli oneri sociali (dovuti all’Inps e all’Inail) per Ula nel quarto trimestre del 2009 è stata, nell’insieme dei comparti dell’industria e dei servizi, superiore a quella delle retribuzioni, con un avanzamento del 3,7%. Nel quarto trimestre del 2009, nell’industria gli oneri sociali per Ula hanno riscontrato un rincaro tendenziale del 4,5%. Nei servizi la variazione è stata di più 3,2%. All’interno dell’industria, la lievitazione più marcata ha riguardato il comparto della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (più 9,5%) a causa, tra l’altro, dell’estensione di alcuni obblighi contributivi ad alcune grandi imprese del settore precedentemente esonerate.Nel terziario, la variazione tendenziale più consistente (più 3,5%) è stata osservata nel comparto degli altri servizi. In media d’anno, gli oneri sociali per Ula sono aumentati, rispetto al 2008, del 2,4% per il totale, con un incremento del 3,2% nell’industria e del 2% nei servizi. A sintesi delle dinamiche delle retribuzioni e degli oneri sociali, nel quarto trimestre del 2009 la variazione congiunturale dell’indice destagionalizzato del costo del lavoro per Ula è stata dello 0,6% nel totale, con una oscillazione di più 1% nell’industria e di più 0,5% nei servizi. In termini tendenziali, il costo del lavoro per Ula nell’insieme dell’industria e dei servizi è cresciuto nel quarto trimestre del 3,4%. Il tasso di crescita tendenziale del costo del lavoro per Ula, analogamente a quanto registrato per le retribuzioni, è stato, nel quarto trimestre del 2009, maggiore nell’industria (più 4%) che nei servizi (più 3%).Nell’industria rincari del costo del lavoro superiori alla media si sono riscontrati nel settore delle costruzioni (più 4,2%). All’interno del terziario, l’ascesa più notevole ha interessato il comparto dei servizi di informazione e comunicazione (più 3,5%). Mentre, non sono invece risultate del tutto positive le notizie che afferiscono la finanza statale. Sale infatti il debito delle amministrazioni pubbliche a gennaio, che si è attestato a 1.787,846 miliardi di euro contro i 1.761,191 del mese precedente. Secondo quanto rileva Bankitalia nel supplemento al Bollettino statistico. Nel medesimo mese le entrate tributarie sono state pari a 28,809 miliardi, in discesa del 3% in confronto al corrispondente mese del 2009, quando si erano posizionate a 29,675 miliardi. Rispetto a dicembre il consolidamento del debito è stato dell’1,5%. Mentre il rialzo su anno, cioè in confronto a gennaio 2009, quando l’esposizione debitoria si era collocata a 1.699,104 miliardi di euro, è stato del 5,2%. Anche se in ripresa il dato si mantiene comunque al di sotto della cifra record raggiunta lo scorso ottobre di 1.802 miliardi di euro.Dal canto suo, il ministero delle Finanze rileva che nel 2009 le entrate tributarie hanno segnato una “flessione limitata” del 3,3% rispetto all’anno precedente, spiegando che l’andamento del gettito erariale “riflette il progressivo recupero dell’economia”. Il calo evidenziato delle imposte dirette è ascrivibile in larga misura all’andamento dell’Ires che nel 2009, si precisa, “è stato influenzato, tra l’altro, dall’entrata in vigore della riforma (abbattimento del 5,5% dell’aliquota nominale e ridefinizione della base imponibile) e all’introduzione del regime impositivo dei contribuenti minimi”. Estremamente favorevole al contrario l’effetto sugli introiti del 2009 derivanti dall’operazione “scudo fiscale” che si sono realizzati a fine anno. Le imposte indirette hanno fatto constatare una caduta del 3,3% in confronto al 2008 essenzialmente causata dal trend incerto delle riscossioni relative all’Iva.Tuttavia, l’andamento del gettito mostra per entrambe le componenti dell’Iva, quella sugli scambi interni e quella sulle importazioni, un lento, ma costante recupero a partire da metà anno con un tasso di variazione cumulato che passa da -10,9 % di luglio a -7% di dicembre. Alcune imposte indirette, il cui rendimento non è legato alla congiuntura, hanno fatto riscontrare situazioni positive su tutto il 2009. Tra queste si evidenziano i giochi che chiudono a dicembre con una crescita del 5,6% (+672 milioni di euro); i tabacchi, con una ascesa dell’1,1% (+116 milioni di euro); le successioni e donazioni, con una lievitazione del 20,9% (+77 milioni di euro).Anche le accise manifestano variazioni positive su quasi tutto l’arco dell’anno. A dicembre l’avanzata si è arrestata al 5,9%. Si conferma infine il buon andamento degli incassi da ruoli connessi alle attività di accertamento e controllo che continuano a sostenere le entrate tributarie; nell’anno 2009 il gettito è salito del 20,7% rispetto al 2008.
 

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