QUOTIDIANO L'AVANTI

Venerdì 30 Luglio 2010
Testo
  • Aumenta
  • Default
  • Diminuisci
ULTIMORA

Le ultime parole famose di Tonino - GIUSEPPE PEPE FERONE

E-mail Stampa PDF
“Basta con la politica di piazza. È arrivata l’ora di tornare a far politica vera proponendo una solida alternativa di governo. Servono le proposte, non la confusione”. Cosi Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori in occasione del congresso programmatico del partito, aveva tenuto a chiarire. Tanto fu che Pierluigi Bersani, leader del Partito democratico, aveva creduto a tali parole andando ad abbracciare, a fine discorso, proprio l’ex magistrato. Non è passato neanche un mese da quel discorso e oggi, in occasione delle elezioni regionali si legge sui giornali: “Idv in piazza, no al decreto salva-liste”. È di pochi giorni fa, infatti, sabato 13 marzo la manifestazione indetta dalla Bonino a cui hanno partecipato esponenti del populismo imperante a sinistra: Italia dei valori in primis, assieme al suo movimento giovanile, il popolo viola, movimento populista simpatizzante di Grillo e Travaglio, assieme al Pd, SeL e Federazione della Sinistra. È sempre la solita storia, è la solita caratteristica dei giustizialisti: quando la situazione è tranquilla, si definiscono riformisti, quando c’è qualche pretesto per attaccare qualcuno o per “gettare fango e discordia” tra le istituzioni sono sempre i primi. Alla manifestazione infatti,gli esponenti di Idv e popolo viola inneggiavano contro il capo dello Stato per aver firmato il decreto. Il loro odio represso verso le istituzioni, infatti, non gli ha permesso di capire che il presidente Napolitano nel decidere sull’approvazione del decreto era contornato da costituzionalisti e consiglieri in merito che vigilavano sulla “legittimità” del decreto, ovvero se esso sia oppure no ammissibile e attinente alla Costituzione. Napolitano avrebbe anche potuto essere contrario, politicamente parlando, al contenuto del decreto, ma in quanto capo dello Stato, doveva limitarsi a controllare la legittimità formale di quest’ultimo, e cosi è stato. Anche se poi il Tar ha provveduto a bocciare il decreto sulla base di considerazioni tecniche e sulla base di leggi in contrasto con l’articolo 77 della Costituzione (come la legge 400/1988). Leggermente di diversa opinione è Bersani, che, almeno per salvare la faccia, ha dichiarato di voler partecipare alla manifestazione ma di non condividere assolutamente la campagna contro il Quirinale lanciata da Di Pietro. La manifestazione a piazza del Popolo, ha dichiarato Bersani, è stata solo contro il decreto salva-liste del governo, non contro Napolitano. Caro Bersani, cosi facendo non hai assolutamente preso le distanze dai populisti: una volta sceso in piazza hai contribuito a negare comunque le prospettive riformiste e garantiste dichiarate al momento della tua elezione a segretario del Pd. Purtroppo finché le idee non sovrasteranno la confusione, finché le proposte non sostituiranno l’odio, la (falsa) sinistra italiana resterà lo zimbello della sinistra europea.
 

VIDEO

 
 
 
 

 


Servizio a cura di: SPAZIOMETEO - Meteo Webcam