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Venerdì 10 Settembre 2010
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La sicurezza stradale innanzitutto - VERONICA TROVATO

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Due ventenni a bordo di una macchina di grossa cilindrata procedono in una stretta strada di periferia; la loro andatura spedita è ostacolata da un motorino che avanza prudente. Alla prima occasione il giovane al volante supera e riprende subito velocità. Con la radio che si sente in sottofondo i due si scambiano consigli su come rispondere ad un sms.Una scena quotidiana, si penserà, di quelle di cui ognuno di noi è stato protagonista al volante o da passeggero. In realtà, si tratta delle prime scene di “Autovelox”, un cortometraggio prodotto dal ministero della Gioventù per promuovere una nuova campagna di sensibilizzazione. Con eccessiva leggerezza, i due ragazzi danno gas fino a lanciare la macchina decisamente al di sopra dei limiti consentiti; sfortuna vuole che un autovelox sia pronto sul ciglio della strada a registrare l’infrazione. In casi come questo il manuale del buon italiano consiglia: “Aggirare l’ostacolo”. Come fare, dunque, per evitare il sequestro dell’autovettura? Quale stratagemma inventare? Si va con un amico in ospedale; uno dei due finge un malore in modo da procurare il certificato che giustifica l’alta velocità.I due protagonisti del corto, Nicolas Vaporidis ed Eros Galbiati, seguono proprio questo copione. Peccato che i medici che ne accertano le condizioni di salute, avvertono quello dei due che mette in scena la farsa di essere affetto da una malattia fulminante dal nome altisonante. In un epilogo che ha volutamente del comico, si scopre che il primario è un ispettore, che il morbo diagnosticato è inesistente e che la polizia ha ordito una controsceneggiata per far capire ai giovani, due pescati a caso tra milioni, che andando a 130 km orari su una statale, laddove il limite è di 50, si rischia la propria vita e si mette in pericolo anche quella degli altri.Questo il messaggio della campagna promossa dal ministero della Gioventù per sensibilizzare i giovani sul tema della sicurezza stradale. Oramai è tristemente acclarato il fatto che gli incidenti stradali costituiscono la prima causa di morte per le persone di età inferiore ai 40 anni. Una campagna fortemente voluta dal ministro Meloni, che non a caso ha presentato personalmente la pellicola nella scorsa edizione del “Giffoni film festival”. Indubbiamente innovativo, il mezzo scelto per la diffusione del messaggio: non più grandi cartelloni pubblicitari ai bordi delle strade con immagini shock che alimentato critiche, ma uno strumento più vicino ai giovani, reali destinatari del progetto. “Autovelox” si può vedere su Youtube o sul sito del ministero, ma soprattutto sbarca nelle sale cinematografiche precedendo la proiezione delle pellicole in programmazione, nelle scuole e nei festival.L’Italia è il primo Paese europeo ad essersi lanciato in una simile sperimentazione di comunicazione istituzionale. A detta del ministro, il dicastero ha voluto trasmettere un “messaggio d’amore per sé e per gli altri” attraverso un canale meno istituzionale e un linguaggio più semplice, ma efficace; è l’emozione che precede il concetto, senza enfasi divulgativa. E a chi chiede ragione delle spese sostenute, la Meloni assicura che la realizzazione del corto, scritto e diretto da Gianluca Ansanelli, è avvenuta grazie ai finanziamenti di alcune associazioni. Praticamente un’iniziativa nobile, realizzata senza oneri per lo Stato.
 

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