La Rai sembra usare la tecnica dei due pesi e delle due misure. Da un lato tratta con Maurizio Costanzo per un suo spazio in “Domenica in”, dall’altro allarga le braccia
davanti al blitz che lo stesso Costanzo ha fatto violando la par condicio nella serata conclusiva del Festival di Sanremo. Questa è una contraddizione, perché è proprio la stessa Rai che ammette “la sollecitazione di Costanzo (che interpellò Bersani e il ministro Scajola sulla vicenda di Termini Imerese, ndr) non era prevedibile, né evitabile ove appena si consideri che è stata posta in essere ‘in diretta’ , in condizioni cioè tali da non consentire interventi né previsti, né concomitanti, né successivi intesi a evitare che i soggetti politici presenti soltanto in platea con modalità assolutamente discrete assumessero presenza anche nel programma”. La risposta della Rai, quindi, sottintende che Costanzo abbia compiuto un vero e proprio blitz all’insaputa della Rai e in violazione alle precise diposizioni che erano state impartite per assicurare che i politici presenti in sala non venissero neppure inquadrati. A questo punto la Rai dovrebbe quanto meno spiegare il suo comportamento, perché se ci sono delle regole tutti devono rispettarle e non è possibile trattare con chi invece sembra disinteressarsi delle regole. Il blitz di Costanzo, poi, è la conferma che le norme possono essere aggirate, diventa quindi fondamentale varare in tempi strettissimi una nuova legge sulla par condicio.










